Svizzera

Il Consiglio Nazionale aumenta il canone per i media privati

Approvate due leggi per sostenere la pluralità mediatica e la formazione.

23 settembre 2025
|

I media privati in Svizzera riceveranno una quota maggiore del canone radio-televisivo, passando dal 4-6% attuale al 6-8%. Questa decisione è stata presa oggi dal Consiglio Nazionale, che ha approvato due progetti legislativi già accolti dagli Stati lo scorso giugno. Le misure mirano a migliorare la copertura regionale e a sostenere la pluralità mediatica senza aumentare l'importo del canone.

Le revisioni della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) derivano da iniziative parlamentari separate per evitare che un eventuale referendum possa danneggiarle entrambe, come spiegato da Damien Cottier (PLR/NE) a nome della commissione. L'iniziativa di Philippe Bauer (PLR/NE) punta a rafforzare le emittenti locali, mentre quella di Isabelle Chassot (Centro/FR) si concentra sul sostegno all'autoregolamentazione del settore e alla formazione continua per i professionisti dei media.

Il Consiglio Nazionale ha approvato il primo progetto con 131 voti favorevoli e 40 contrari, e il secondo con 136 voti a favore e 55 contrari. Nonostante alcune divergenze, il rafforzamento del panorama mediatico elvetico è stato ampiamente sostenuto. Il consigliere federale Albert Rösti ha sottolineato l'importanza di mantenere la diversificazione attuale, stimando il costo complessivo delle misure in 35 milioni di franchi.

Alex Farinelli (PLR/TI) ha dichiarato che l'adeguamento al 6-8% è necessario per garantire il servizio pubblico, specialmente nelle aree linguistiche periferiche. Martin Candinas (Centro/GR) ha evidenziato l'importanza della promozione delle nuove leve in un'era di fake news, mentre Michael Töngi (Verdi/LU) ha sottolineato il ruolo cruciale delle agenzie per i media più piccoli.

Critiche sono arrivate dall'UDC, che preferirebbe migliorare le condizioni quadro piuttosto che stanziare sovvenzioni. Gregor Rutz (ZH) ha ricordato che un pacchetto simile era stato bocciato dagli elettori nel febbraio 2022.

Durante la discussione, sono emerse divergenze su vari punti, come l'ammontare del sostegno, che è stato fissato al 50% dei costi computabili, in linea con il Consiglio federale, mentre i "senatori" avevano proposto l'80%. Inoltre, è stato deciso di permettere alle aziende di ottenere più di due concessioni, nonostante le preoccupazioni per la pluralità dei media.

Il dossier tornerà ora agli Stati per discutere le divergenze emerse tra le Camere.