Svizzera

Caritas, nel 2023 un fatturato di quasi 18 milioni di franchi

Il dato registra un aumento dell'11 per centro rispetto all'anno precedente. A pesare è soprattutto l'inflazione

(Keystone)
11 gennaio 2024
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Lo scorso anno i 22 "mercati Caritas" sparsi nella Confederazione, che vendono beni di prima necessità, hanno registrato un fatturato record di 17,8 milioni di franchi, in progressione dell'11% rispetto al 2022, anno in cui già si era registrata una crescita da primato delle vendite. Stando all'organizzazione non governativa (Ong), la principale ragione è l'inflazione.

Per Thomas Künzler, direttore della Cooperativa dei mercati Caritas, citato in un comunicato, quest'evoluzione è insostenibile. L'esponente dell'Ong, che nella Confederazione fa della lotta alla povertà la sua priorità, ricorda che le persone che non dispongono di abbastanza denaro per il proprio sostentamento risentono maggiormente l'effetto dell'aumento dei prezzi. I soggetti colpiti dalla povertà e quelli a rischio povertà spesso acquistano prodotti che mirano principalmente a saziare la fame. Künzler, sempre citato nella nota, esprime tutto il suo disappunto: "Un'alimentazione adeguata e dignitosa, in linea con le esigenze individuali, è un diritto fondamentale".

Nei suoi negozi, Caritas propone alimenti e prodotti di uso quotidiano a prezzi ribassati. Se si considerano tutti gli articoli, nel 2023 le vendite sono aumentate di circa il 14% rispetto ai dodici mesi precedenti. L'incremento è stato del 18% per i prodotti freschi.

Per fare acquisti nei mercati Caritas serve una tessera apposita che viene fornita dagli uffici sociali pubblici, dalle istituzioni sociali ecclesiastiche e private e dalle organizzazioni Caritas regionali a persone che possono provare il loro stato di indigenza.

Per poter proporre costantemente prodotti convenienti, i negozi possono contare su accordi con oltre 400 partner, tra cui Denner, Migros, Schwarzkopf, Nestlé, Emmi, Dr. Oetker e la SV Stiftung, fondazione che è azionista di maggioranza di SV Group, attivo nei settori alberghiero e della ristorazione.

L'Ong fa notare che l'inflazione tocca anche i suoi negozi. Tuttavia, grazie alle donazioni di prodotti da parte dei fornitori e al sostegno delle fondazioni, lo scorso anno "gli aumenti dei prezzi hanno potuto essere ancora assorbiti senza doverli riversare interamente sulla clientela".

E in Ticino?

I dati forniti giovedì si riferiscono esclusivamente alla Cooperativa dei mercati Caritas, che non dispone di punti di vendita in Ticino e ne ha uno a Coira. I negozi di Caritas al sud delle Alpi si concentrano sull'usato, come abiti e mobili. Il negozio di Pollegio vende però anche ortaggi di CatiBio, l'azienda agricola dell'Ong.

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