Svizzera

La Posta chiude Direct Mail Company, 4'000 impieghi a rischio

Il servizio di recapito pubblicitario negli ultimi anni è penalizzato dalla trasformazione digitale che comporta meno pubblicità cartacea in bucalettere

Immagine di archivio
(fonte: Transfair)
25 ottobre 2023
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La Posta svizzera intende chiudere il servizio di recapito pubblicitario Direct Mail Company (Dmc) nel giugno del 2024. La misura interessa quasi 4000 dipendenti dell'azienda, per un totale di 422 posti equivalenti a tempo pieno, si legge in una nota odierna. È stata avviata una procedura di consultazione fino al 13 novembre.

Dmc recapita invii pubblicitari non indirizzati, come volantini, opuscoli e giornali gratuiti, precisa la Posta, aggiungendo che la rapida trasformazione digitale fa sì che, da anni, nelle cassette delle lettere arrivi sempre meno pubblicità cartacea.

Nell'ultimo decennio i volumi di Dmc sono diminuiti di un terzo. Il calo è riconducibile per metà all'aumento degli adesivi antipubblicità che vengono esposti sulle cassette delle lettere, secondo l'azienda. Negli ultimi due anni si è aggiunta la perdita di diverse grandi commesse.

"Il venir meno di questi contratti e il costante calo del numero di invii pubblicitari cartacei fanno sì che la nostra organizzazione di recapito possa essere gestita solo in perdita", spiega Daniel Truttmann, Ceo di Dmc, citato nel comunicato. Per l'azienda hanno avuto ripercussioni negative anche l'introduzione dei nuovi salari minimi regionali e l'aumento dei costi, dovuto al rincaro, che si registra soprattutto nel settore energetico.

"Negli ultimi anni abbiamo fatto tanto per incrementare la nostra efficienza, riducendo ad esempio i giorni di recapito e accorpando tra loro diverse sedi", prosegue Truttmann, il quale aggiunge che non potendo accorciare i giri di distribuzione, nel lungo periodo la l'attività di consegna di Dmc rimarrebbe purtroppo deficitaria.

Quasi 4000 dipendenti

Nel dettaglio, la misura vede coinvolti 3855 membri del personale di Dmc impiegati nel recapito di stampati pubblicitari con un salario a ore e un tasso di occupazione ridotto, compreso tra le tre e le otto ore a settimana, a cui si aggiungono 72 persone con un grado di occupazione compreso tra il 70 e il 100% in tutta la Svizzera. Il 57% di questi dipendenti sono donne.

L'azienda, con sede principale a Basilea, dovrebbe continuare a esistere e a impiegare a livello nazionale 132 addetti alla preparazione e alla commercializzazione del prodotto Consumo, un mezzo di supporto di quattro pagine in cui la clientela può inserire la propria pubblicità.

Consultazione e possibile piano sociale

Nel corso della procedura di consultazione tutto il personale può presentare proposte su come evitare i tagli. Per Truttmann tuttavia "le misure già attuate non ci hanno permesso di compensare il calo registrato" e la soppressione di impieghi appare inevitabile.

Il Ceo parla di "provvedimento doloroso", dato che questi impieghi rappresentano un'importante fonte di reddito aggiuntiva per le persone coinvolte e assicura di voler fare il massimo per sostenere i collaboratori nel miglior modo possibile

In tal senso, Dmc prevede di adottare misure di attenuazione di tipo sociale come, ad esempio, misure finanziarie o di assistenza nella ricerca di un nuovo impiego. Al termine della procedura di consultazione definirà con le parti sociali i dettagli di un possibile piano sociale.

Licenziamenti già nel 2022

La Posta ha rilevato Dmc nel 2012. Dal 1996 ne deteneva una partecipazione del 50%. Per motivi economici, nel 2021 il gigante giallo aveva ristrutturato le sue filiali di distribuzione integrando la società ginevrina Epsilon a Presto Presse-Vertriebs e a Dmc.

L'anno scorso Dmc aveva già tagliato 20,5 posti di lavoro nella regione di Bienne. La misura aveva interessato 155 dipendenti, di cui 133 a basso tasso di occupazione incaricati della distribuzione di pubblicità.

Sindacati preoccupati

Non si è fatta attendere la reazione dei sindacati. Transfair si dice molto preoccupato e profondamente colpito. A suo avviso la procedura di consultazione deve essere prolungata per garantire al personale tempo a sufficienza per elaborare proposte.

"Per Transfair la priorità assoluta è che alle persone colpite da questo licenziamento di massa venga offerto un posto di lavoro all'interno del gruppo Posta, rileva Diego Frieden, responsabile del partenariato con Dmc, citato in una nota, ricordando che per molte persone questo impiego è un'importante integrazione al loro magro reddito, spesso pari o inferiore al minimo vitale.

Analogo il punto di vista di Syndicom. "Ci aspettiamo che la Posta sottoponga a tutti gli interessati un'offerta di lavoro all'interno del gruppo. Per coloro che non vogliono o non possono accettare tale offerta, ci aspettiamo un piano sociale con una sostanziosa indennità di buonuscita", afferma Manuel Wyss, citato in una presa di posizione.

Per Syndicom la Posta "ha il dovere di adempiere pienamente alla sua grande responsabilità sociale nei confronti delle e dei dipendenti di Dmc. Ciò è tanto più vero in quanto il numero di collaboratrici e collaboratori potenzialmente interessati dai piani della Posta è molto elevato e la stragrande maggioranza di loro è costituita da lavoratrici e lavoratori retribuiti a ore e con carichi di lavoro ridotti." Circa un quinto di loro ha già raggiunto l'età della pensione.

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