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01.12.2022 - 12:30
Aggiornamento: 16:26

Cure ambulatoriali e ospedaliere finanziate su base unitaria

Il Consiglio degli Stati approva la riforma di legge sull’assicurazione malattie. Sulla quale ora dovrà esprimersi il Nazionale

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Il maggiore cambiamento in materia dal 1996

I trattamenti e le cure mediche ambulatoriali e ospedaliere dovrebbero essere finanziati in modo unitario dai cantoni e dalle casse malattia.

È quanto stabilito oggi dal Consiglio degli Stati che ha accolto per 29 voti a 6 e 5 astenuti, dopo un dibattito approfondito, la riforma della legge federale sull’assicurazione malattie, il maggiore cambiamento dopo l’entrata in vigore di questa normativa nel 1996.

La riforma realizza un’iniziativa parlamentare del 2009 di Ruth Humbel (Centro/Ag). Attualmente, i cantoni – in ultima istanza i contribuenti – finanziano almeno il 55% dei servizi ospedalieri, mentre il resto è a carico degli assicuratori malattia. Nel settore ambulatoriale, il 100% dei costi è coperto dall’assicurazione sanitaria obbligatoria.

Cure ambulatoriali, Cantoni alla cassa

Il progetto prevede che i cantoni contribuiscano anche ai costi delle cure ambulatoriali, ha affermato a nome della commissione, Erich Ettlin (Centro/Ow), aggiungendo che il passaggio a un finanziamento unificato dovrebbe stabilizzare le quote finanziate dalle imposte e dai premi, eliminando gli incentivi errati e facilitando l’assistenza coordinata ai pazienti.

Poiché le cure ambulatoriali sono meno costose di quelle in regime di ricovero, ossia stazionarie, la tendenza è quella di privilegiare le prime, ha sottolineato, ciò che fa ricadere il costo sugli assicuratori, ha spiegato.

In aula, non sono mancate voci critiche, specie da sinistra. Stando alla consigliera agli Stati Marina Carobbio (Ps/Ti), la riforma all’esame va ancora una volta a scapito degli assicurati. La ‘senatrice’ ticinese ha messo in dubbio che ci saranno effetti positivi sui costi sanitari, e quindi i premi, in crescita. «Non cambierà nulla», ha sottolineato la candidata del Ps al Consiglio di Stato, che ne ha approfittato per denunciare un sistema in cui i premi sono uguali per tutti, il ricco e il povero, e non vengono modulati in base al reddito (un ‘vecchio’ obiettivo politico dei socialisti, ndr).

Alle critiche di Marina Carobbio ha replicato Pirmin Bischof (Centro/So), secondo cui il finanziamento uniforme non risolverà forse tutti i problemi del sistema sanitario, ma ha almeno il pregio di eliminare un’assurda differenza fra cure ospedaliere e ambulatoriali.

Ripartizione costi ambulatoriali

Come accennato, il progetto elaborato dalla commissione del Nazionale prevede che i Cantoni contribuiscano ai costi delle cure ambulatoriali. Su richiesta del Consiglio federale, la Camera del popolo ha aumentato la quota cantonale al 25,5%.

La discussione in aula si è focalizzata sulla copertura dei costi netti, ossia i costi effettivamente sostenuti dalla cassa malattia dopo la deduzione della quota parte del paziente, o costi lordi, ossia la fattura totale.

La destra ha proposto di abbassare questo tasso al 24,1% dei costi lordi. Questo principio introduce di fatto il sistema del terzo pagante per tutti – la cassa malattia paga la prestazione e poi invia la fattura, con la partecipazione ai costi e le prestazioni non rimborsate, all’assicurato – e porterebbe a un aumento delle spese amministrative per gli assicuratori, ha avvertito il consigliere federale Alain Berset.

Con 28 voti a 11, il plenum ha votato a favore di un’aliquota del 26,9% dei costi netti. In caso contrario, i Cantoni contribuirebbero a costi che le compagnie assicurative non devono sostenere, ha spiegato Ettlin. Il restante 73,1% sarà finanziato dagli assicuratori, indipendentemente dal fornitore e dal luogo di erogazione dei servizi. Anche i cittadini svizzeri che vivono nell’Ue, in Islanda o in Norvegia dovranno pagare per le cure nell’ambito di questo sistema.

I circa 10 miliardi di franchi accollati ai cantoni verrebbero versati agli assicuratori sotto forma di contributi cantonali. Gli assicuratori pagherebbero in seguito l’intera prestazione. I Cantoni avrebbero quattro anni di tempo dall’entrata in vigore della riforma per adempiere ai loro obblighi di condivisione dei costi.

Integrazione delle cure

Nel corso della discussione, il Consiglio degli Stati si è allontanato dal progetto del Nazionale su diversi punti. Anche il settore dell’assistenza (cure infermieristiche), i cui servizi sono forniti in particolare da organizzazioni di assistenza domiciliare e case di cura, dovrà essere incluso nel finanziamento unitario quattro anni dopo l’entrata in vigore della riforma. Ciò consentirà di avere tempo sufficiente per stabilire la necessaria trasparenza dei costi in questo settore.

Questa richiesta dei Cantoni è stata presa in considerazione dai "senatori" contro il parere degli assicuratori, ha dichiarato Bischof. Il Parlamento ha previsto un periodo complessivo di sette anni per tenere conto dell’integrazione delle cure.

Inoltre, bisognerà dare maggiori possibilità di gestione ai Cantoni: in caso di aumento dei costi oltre la media essi dovranno poter bloccare l’ammissione di altri fornitori di servizi nel settore ambulatoriale. Essi dovranno anche poter procedere a controlli a domicilio e avere accesso a tutte le fatture originali nel settore ospedaliero.

Infine, i Cantoni dovranno essere inclusi nell’organizzazione tariffaria per il settore delle cure ambulatoriali e dovranno partecipare a una nuova organizzazione tariffaria per le prestazioni di cura. Dovranno infine essere inseriti dal Consiglio federale nella regolamentazione dell’attuazione del trasferimento dei dati da parte degli assicuratori.

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