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28.09.2022 - 19:01

Il parlamento apre il paracadute per Axpo

Anche il Consiglio degli Stati ha approvato a passo di carica la linea di credito di 4 miliardi per far fronte a problemi di liquidità

Ats, a cura di Red.Svizzera
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Keystone
Nell’occhio del ciclone

Berna – Axpo, il gigante dell’elettricità in difficoltà a causa delle bizze del mercato energetico provocato dalla guerra in Ucraina, può far capo a una linea di credito di 4 miliardi di franchi se dovesse averne bisogno.

Dopo il Consiglio nazionale lunedì, oggi anche il Consiglio degli Stati ha approvato – a passo di carica, visto il poco tempo rimasto – parte del secondo supplemento al preventivo 2022 della Confederazione, nel quadro di una sessione straordinaria voluta dall’UDC. Gli altri crediti supplementari chiesti dall’esecutivo, escluso quindi Axpo, verranno trattati in dicembre, durante la sessione invernale delle Camere.

I 4 miliardi chiesti dal Consiglio federale si basano sulla legge urgente ad hoc volta a fornire un paracadute alle aziende elettriche di importanza sistemica (oltre ad Axpo, anche BKW e Alpiq) in difficoltà. Diversamente dal Nazionale, alla Camera dei Cantoni non c’è stato dibattito: in particolare, alla Camera del popolo i democentristi avevano criticato il modello d’affari di Axpo, chiedendo che la linea di credito venisse condizionata al rispetto di particolari obblighi; per esempio i proprietari – ossia i Cantoni di Zurigo, Argovia, Sciaffusa, Glarona e Zugo, nonché delle aziende elettriche di Zurigo, Argovia, San Gallo e Turgovia – avrebbero dovuto contribuire in parti uguali al prestito. I democentristi auspicavano anche un esame approfondito del rischio prima della concessione del prestito e proponevano di vietare ad Axpo il commercio a breve termine a proprio nome e per proprio conto a scopo di lucro.

Oggi, invece, la documentazione non presentava alcuna proposta di minoranza. Come ha ricordato in aula Johanna Gapany (PLR/FR), il credito di 4 miliardi è stato approvato in seno alla commissione preparatoria per 12 voti a 1. A parte l’intervento del ministro delle Finanze Ueli Maurer, e della stessa Gapany, nessun altro oratore ha preso la parola. Solo i voti in aula hanno fatto emergere il malcontento di diversi "senatori", specie nel centro-destra: il freno alle spese è stato sciolto con 29 voti a favore, 3 contro e ben 10 astenuti. Il dossier è poi stato accolto per 29 voti a 8 e 5 astensioni.

Le condizioni di partenza

Tenuto conto dell’incertezza che regna sul mercato dell’elettricità, e dei prezzi non solo elevati ma anche volatili, le aziende elettriche hanno bisogno, per poter acquistare energia, di presentare garanzie per centinaia di milioni in tempi brevissimi, soldi che non sempre hanno a disposizione e che le banche non possono concedere in tempi così ristretti.

Da qui l’intervento legislativo del governo con una legge ad hoc, sull’esempio di quanto fatto in altri Paesi, come la Germania. La legge prevede la messa a disposizione di crediti, a titolo sussidiario, da parte della Confederazione per un massimo globale di 10 miliardi di franchi. Axpo ha fatto richiesta a inizio settembre per una linea di credito di 4 miliardi: una somma concessa dal governo e, ora, anche dal parlamento.

Agire per evitare il peggio

Per la maggioranza del parlamento, questa linea di credito non è un "regalo": la legge sull’aiuto alle imprese elettriche sistemiche – che proprio oggi ha superato nei due rami del parlamento lo scoglio della clausola d’urgenza – prevede condizioni severe per le società che attingono ai prestiti, come il divieto di versare dividendi o bonus.

In questo frangente, secondo la maggioranza e lo stesso ministro delle Finanze Ueli Maurer, è importante agire per evitare il peggio, ossia un’eventuale interruzione di corrente, o peggio, per le aziende e le famiglie. Se Axpo dovesse vacillare si rischia un effetto domino, visto che questa azienda è strettamente collegata con Alpiq e BKW. Sussiste insomma il pericolo che venga meno l’approvvigionamento del Paese in corrente. Un’eventualità che il parlamento vuole evitare ad ogni costo.

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