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24.08.2022 - 16:32
Aggiornamento: 16:54

La votazione contro gli F-35 deve aspettare

L’iniziativa popolare ‘Stop F-35’ non potrà essere sottoposta al popolo prima della scadenza dell’offerta d’acquisto dei caccia, il 31 marzo 2023

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone

L’iniziativa popolare "Contro gli F-35 (Stop F-35)" non potrà essere sottoposta al popolo prima della scadenza dell’offerta d’acquisto dei caccia, il 31 marzo 2023. Lo afferma oggi il Consiglio federale ricordando come le "iniziative popolari federali non hanno alcun effetto giuridico anticipato".

L’iniziativa era stata dichiarata formalmente riuscita lunedì, sei mesi prima della scadenza fissata per la raccolta delle firme. Gli iniziativisti – Gruppo per una Svizzera senza esercito (Gsse), Partito socialista e Verdi – vogliono ancorare nella Costituzione il divieto di acquistare i jet da combattimento F-35 Lightning II, del produttore statunitense Lockheed Martin.

Gli iniziativisti hanno stilato un calendario che dovrebbe permettere un voto popolare entro il 12 marzo dell’anno prossimo. Ciò presuppone un calendario strettissimo, con il Consiglio federale che dovrebbe licenziare il messaggio sull’iniziativa già nei prossimi giorni, in modo che il Parlamento possa occuparsene durante la sessione di settembre.

Oggi la doccia fredda: "La tabella di marcia richiesta dai promotori dell’iniziativa per svolgere la votazione popolare prima della scadenza della validità delle offerte nel marzo 2023 non può essere rispettata", afferma il Consiglio federale in un comunicato.

Prima di licenziare il messaggio, il Governo deve infatti attendere che il Parlamento concluda i dibattiti, ancora in corso, in merito al credito d’impegno per l’acquisto dei nuovi aerei da combattimento nel quadro del messaggio sull’esercito 2022. A seconda delle scelte che le Camere effettueranno, le ripercussioni dell’iniziativa popolare varieranno.

Il calendario proposto dagli iniziativisti non può essere rispettato nemmeno se le procedure usuali dell’Amministrazione federale venissero snellite. Questo perché, spiega l’esecutivo, "l’obbligo di diligenza non sarebbe salvaguardato e pertanto un esame serio dell’iniziativa da parte del Consiglio federale e del Parlamento non sarebbe possibile".

Nella nota il Governo afferma anche di non avere alcuna intenzione di creare un precedente e adeguarsi alla tabella di marcia del comitato promotore dell’iniziativa. L’esecutivo teme che lo strumento dell’iniziativa popolare possa essere usato impropriamente come referendum finanziario de facto.

Con il solo avvio di una raccolta di firme, le decisioni prese dal Consiglio federale e dal Parlamento nell’ambito delle loro competenze potrebbero infatti essere annullate. Inoltre anche altri comitati d’iniziativa potrebbero pretendere tale trattamento preferenziale.

Insomma, "le regole del gioco nella gestione delle iniziative popolari sono note e pubblicamente legittimate". Nel caso specifico, inoltre, un ritardo avrebbe gravi conseguenze per la Svizzera su piano della politica di sicurezza.

Il Governo teme infatti che la fornitura degli F-35 da parte del costruttore sia a rischio, dato che altri Paesi europei hanno effettuato ordini che potrebbero passare davanti a quello svizzero in caso di tergiversazioni. A partire dal 2030 la popolazione non sarebbe più protetta da minacce e pericoli provenienti dallo spazio aereo.

Detto ciò, il Consiglio federale assicura che il Dipartimento della difesa (Ddps) "elaborerà il messaggio nel più breve tempo possibile, ma con la dovuta accuratezza". Questo sarà trasmesso al Parlamento entro la sessione invernale.

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