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29.07.2022 - 15:45
Aggiornamento: 16:19

Il prezzo del pellet... s’infiamma: il rincaro è del 13%

È boom di richieste per i sistemi di riscaldamento alternativi. Il punto con il direttore di Energia-legno Svizzera Andreas Keel

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
E in autunno è da prevedere un ulteriore rincaro

Gli svizzeri si orientano sempre più verso sistemi di riscaldamento alternativi al gas e al petrolio. L’industria del legno invita a non aspettare i primi giorni di gelo per fare acquisti, dato che i prezzi sono in aumento.

La richiesta di riscaldamenti a legna, aumentata durante la pandemia, ha subìto un’ulteriore accelerazione dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. "Nei primi sei mesi c’è stato l’80% in più di installazioni rispetto allo stesso periodo del 2021", ha dichiarato all’Awp Andreas Keel, direttore di Energia-legno Svizzera.

Visto l’incremento, l’industria del settore raccomanda di non aspettare. L’associazione di categoria propellets.ch consiglia ai proprietari di caldaie di riempire al più presto i loro sili per il prossimo inverno. Questo settore, come altri, soffre di difficoltà logistiche e di mancanza di personale. "Mancano camion e autisti. Per i pellet, il legno deve essere essiccato. Non possiamo raddoppiare la capacità da un giorno all’altro".

Il responsabile ritiene che le risorse ci siano. "In Ticino, ad esempio, c’è ancora un grande potenziale in termini di boschi", ma "l’accesso è un problema, così come la mancanza di personale. Negli ultimi trent’anni, il prezzo del legno è stato così basso che molte aziende forestali hanno licenziato e chiuso unità".

Nella sua ultima analisi della situazione, l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese (Ufae) stima che la fornitura di legno per l’energia in Svizzera sia sicura. Vista la domanda di pellet, legna da ardere e cippato, Keel è comunque preoccupato per il prossimo inverno, in particolare per l’approvvigionamento di sistemi di teleriscaldamento su larga scala, dato che si stanno sviluppando nuovi progetti. "C’è il rischio che la domanda sia troppo elevata rispetto all’offerta".

I prezzi lievitano

Un’altra fonte di preoccupazione è l’impennata dei prezzi. Lo scorso ottobre, Keel ha pagato 280 franchi per una tonnellata di pellet. "A gennaio costava 360 franchi e ora si aggira intorno ai 500 franchi. E continuerà ad aumentare", ha avvertito.

Da gennaio a giugno, l’indice dei prezzi al consumo (Ipc) per i pellet è aumentato del 13,1%, quello del legno da riscaldamento del 7,4%, mentre l’aumento per ceppi di legno è stato quasi del 4%, secondo l’Ust. In confronto, il prezzo dell’olio da riscaldamento è aumentato della metà e quello del gas del 5%.

Altri tipi di riscaldamento alternativi al gas e al petrolio sono molto richiesti. La filiale svizzera dell’azienda tedesca Viessmann, che opera su entrambe le sponde della Sarine, ha visto aumentare la domanda di termopompe dall’anno scorso. "La situazione dell’offerta è attualmente critica e peggiorerà ulteriormente in autunno a causa dell’elevata domanda", ha dichiarato un portavoce. Il gruppo afferma di poter offrire alternative, come sistemi ibridi a pompa di calore e fotovoltaici.

Anche online le ricerche si moltiplicano. Il gigante svizzero Digitec Galaxus, una filiale di Migros, afferma che a marzo le vendite di impianti solari hanno raggiunto un picco. La domanda di generatori di elettricità è aumentata della metà nei primi sei mesi dell’anno e di circa l’80% a giugno. Tale modo d’agire è stato chiaramente indotto dalla guerra in Ucraina, sottolinea il portavoce: a marzo le vendite sono lievitate del 118%. L’azienda non fa previsioni dato che il comportamento dei consumatori "dipende fortemente dall’evoluzione della guerra in Ucraina".

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