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26.06.2022 - 15:18
Aggiornamento: 17:52
Ats, a cura de laRegione

‘Alcuni settori stanno gonfiando i prezzi senza motivo’

Lo afferma ‘Mister prezzi’. La Confederazione, però, sembra non avere i mezzi per fare controlli approfonditi

In Svizzera alcuni settori stanno approfittando dell’inflazione per gonfiare senza motivo i prezzi. La Confederazione, però, sembra non avere i mezzi per controllarli. È quanto scrive oggi il settimanale romando "Le Matin Dimanche" in una intervista con "Mister prezzi".

Dalla fine di febbraio, l’invasione russa in Ucraina ha fatto deragliare la ripresa economica post-pandemia. A maggio, l’inflazione ha raggiunto il 2,9% in Svizzera – nel resto d’Europa è ancora più marcata, nella zona euro si è attestata all’8,1% il mese scorso – e a corto termine rimarrà probabilmente accentuata. Alcuni però stanno approfittando della situazione per incrementare i margini di guadagno, ammette il Sorvegliante dei prezzi Stefan Meierhans al domenicale, aggiungendo che "in generale c’è sempre il rischio di parassitismo".

‘Non ci sono risorse sufficienti per condurre inchieste approfondite’

"Mister prezzi" riconosce da parte sua di non avere risorse sufficienti per condurre inchieste approfondite. Alle associazioni a difesa dei consumatori, come la "Fédération romande des consommateurs (Frc)", manca invece la visione d’insieme ed è dunque difficile sapere in quali settori i prezzi vengono gonfiati indiscriminatamente.

Nel mirino del Sorvegliante dei prezzi sono finiti anche i rincari dell’energia, che insieme all’aumento dei costi dei cereali sono in parte direttamente collegati agli sviluppi in Ucraina. Il mercato dell’energia "è altamente speculativo e il prezzo della benzina è salito alle stelle nei primi giorni dell’invasione, sebbene i contratti di importazione vengano stipulati con mesi di anticipo. Inoltre, la Svizzera soffre anche di una mancanza di concorrenza. Solo pochi gruppi possiedono stazioni di servizio", afferma l’economista Sergio Rossi, citato dal domenicale. Stando al professore di economia dell’Università di Friburgo, questi gruppi sono stati in grado di fissare i loro aumenti tra di loro e sanno che la loro quota di mercato non diminuirà in caso di nuovi incrementi dei prezzi.

Colpiti anche turismo e settore del lusso

In un mercato già in crisi a causa della mancanza di componenti elettronici, i settori delle auto, dell’informatica e delle nuove tecnologie sono stati particolarmente colpiti in questi ultimi mesi. Ad aumentare, spiega il domenicale romando, sono stati però anche i prezzi legati al turismo. Dopo due anni di pandemia gli svizzeri stanno tornando a viaggiare in massa, con conseguente aumento delle spese per biglietti aerei e alberghi. Colpito anche il settore del lusso, poiché tali prodotti possono costituire una sorta di bene rifugio nel corso di una crisi.

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