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26.04.2022 - 15:51
Aggiornamento: 16:07

‘Gestione della pandemia buona ma chiusure scuole inappropriate’

È il risultato di un’analisi esterna sull’attività dell’Ufficio federale della sanità pubblica durante la prima fase della crisi sanitaria

Ats, a cura de laRegione
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Keystone

Promosso, anche se senza lode: questo in sintesi il giudizio cui è giunta un’analisi esterna in merito alla gestione della prima fase della pandemia da parte dell’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp).

Dall’analisi emerge che Confederazione e Cantoni hanno gestito bene la crisi, rispondendo perlopiù in modo adeguato alla minaccia, garantendo un’assistenza sanitaria di buona qualità e adottando misure di protezione perlopiù accettate dalla popolazione.

Non mancano però alcune critiche puntuali: le chiusure delle scuole decise nella primavera del 2020 sono state giudicate inappropriate.

La valutazione della prima fase pandemica fino all’estate 2021, affidata alla società Interface Politikstudien, mirava in particolare a stabilire se la Confederazione, e in particolare l’Ufsp, e i Cantoni avessero reagito in modo tempestivo e adeguato alla minaccia rappresentata dal coronavirus e a capire quale fosse il potenziale di miglioramento nella preparazione e nella gestione della crisi.

Per la valutazione della gestione della crisi sono stati analizzati cinque ambiti tematici: la ripartizione delle competenze tra la Confederazione e i Cantoni, la disponibilità e l’utilizzo dei dati digitali, il ruolo e la responsabilità nella comunicazione con la popolazione, l’utilizzo delle competenze professionali delle cerchie interessate e la messa a disposizione di capacità di trattamento.

Il risultato globale dell’analisi giunge alla conclusione che nella prima fase della pandemia la Confederazione e i Cantoni hanno gestito bene la crisi e – salvo eccezioni – hanno perlopiù reagito in modo adeguato e rapido alla minaccia, e questo anche nel confronto internazionale.

I miglioramenti da apportare

In merito alle raccomandazioni all’Ufsp si consiglia in generale di prepararsi meglio a livello organizzativo all’eventualità di una nuova crisi. A tale scopo, vanno garantite le risorse necessarie e condotte regolarmente esercitazioni per la gestione delle crisi.

L’Ufsp dovrebbe anche provvedere affinché i principali attori siano sistematicamente coinvolti nella preparazione delle decisioni e nell’attuazione delle misure, in modo da migliorarne qualità e accettazione.

In caso di pandemia, l’Ufsp dovrebbe inoltre partire da un piano più ampio di salute e tenere maggiormente conto degli effetti indiretti delle misure, come quelli sulla salute mentale. Infine, l’Ufsp dovrebbe, insieme ai Cantoni e ad altri attori, promuovere e disciplinare in modo vincolante la digitalizzazione e la gestione dei dati nel sistema sanitario.

Qualcosa è già stato fatto

La valutazione si riferisce alla prima fase acuta della pandemia, durante la quale l’organizzazione di crisi ha dovuto prendere forma e consolidarsi. Già in questa fase sono state adottate misure di miglioramento, per esempio nel campo della digitalizzazione. L’Ufsp ha migliorato il sistema di dichiarazione e ha messo a disposizione del pubblico le cifre chiave essenziali della pandemia su una dashboard.

Sta inoltre sviluppando un portale informativo su tutte le malattie a dichiarazione obbligatoria. Sono necessari ulteriori interventi, per esempio sul fronte dello sviluppo di sistemi di dichiarazione automatica tra diversi attori.

Nella definizione delle misure di protezione l’importanza della salute mentale è stata presa in considerazione già dopo poco tempo. A differenza di molti Paesi vicini, sono stati adottati dispositivi di misure meno severi, anche perché si è tenuto conto di aspetti sociali ed economici. L’Ufsp ha lanciato una campagna per evidenziare l’impatto della crisi sulla salute mentale. In parallelo sono state promosse offerte di sostegno per le persone colpite.

L’Ufsp utilizzerà le conoscenze acquisite grazie a questa valutazione nel quadro della revisione della legge sulle epidemie e del piano pandemico nazionale che si concluderà entro il 2024.

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