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31.03.2022 - 22:41
Ats, a cura de laRegione

Le raffinerie d’oro non devono rivelare l’origine del metallo

Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo federale, per il quale il segreto commerciale prevale sulla richiesta di maggior trasparenza

San Gallo – Le quattro raffinerie d’oro in Svizzera non sono tenute a rivelare l’origine del loro metallo prezioso. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha dato più peso al segreto commerciale che alla richiesta di maggiore trasparenza avanzata dalla Società svizzera per i popoli minacciati (SPM, Gesellschaft für bedrohte Völker GfbV).

Quest’ultima aveva chiesto all’Amministrazione federale delle dogane (AFD) di pubblicare i nomi dei fornitori d’oro delle quattro maggiori raffinerie svizzere per il periodo 2014-2017. L’ONG ha invocato la legge federale sul principio della trasparenza nel governo, in vigore dal 2004. L’organizzazione ha anche citato l’interesse pubblico prevalente di sapere se l’oro importato è estratto in modo rispettoso per la forza lavoro del settore e per l’ambiente.

Segreto fiscale, protezione assoluta

L’AFD aveva inizialmente respinto la richiesta della SPM, ma dopo una procedura di mediazione condotta dall’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT) ha cambiato idea e ha ordinato la divulgazione dei dati. Le raffinerie hanno fatto appello contro questa decisione alla corte con sede a San Gallo.

In una sentenza pubblicata oggi, il TAF ha dato ragione ai raffinatori, ritenendo che l’amministrazione delle dogane non ha preso una decisione conforme alla legge: l’informazione richiesta fa parte della sfera privata degli importatori d’oro, che hanno un interesse privato alla segretezza degno di tutela. Inoltre, la questione in oggetto è coperta dal segreto fiscale, che costituisce una protezione assoluta e ha la priorità sul principio di trasparenza.

Probabile appello a Losanna

La sentenza del TAF non è ancora giuridicamente vincolante perché può ancora essere impugnata davanti al Tribunale federale (TF). La Società svizzera per i popoli minacciati "considererà seriamente" un appello, ha detto il co-direttore generale Christoph Wiedmer all’agenzia di stampa Keystone-ATS.

La Svizzera è lo snodo più importante nel commercio internazionale dell’oro: due terzi del metallo prezioso mondiale vengono raffinati e lavorati qui. Da dove viene l’oro e in quali circostanze è stato estratto non è sempre chiaro. Il Consiglio federale si affida a misure volontarie da parte dell’industria per una maggiore trasparenza. Il governo ammette che le statistiche di importazione ed esportazione attualmente disponibili non permettono una chiara determinazione dell’origine dell’oro o del suo processo di produzione.

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