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14.03.2022 - 19:15
Aggiornamento: 19:38

‘La Svizzera continua a chiedere un immediato cessate il fuoco’

Il Consiglio federale ha risposto alle interpellanze urgenti presentate dai vari gruppi parlamentari

Ats, a cura de laRegione
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Keystone

L’impegno della Svizzera a favore di un cessate il fuoco in Ucraina, i rifugiati, i diritti umani, l’approvvigionamento energetico e le conseguenze della guerra per l’esercito svizzero. Sono i temi principali del dibattito urgente previsto mercoledì al Consiglio nazionale. Il Consiglio federale ha pubblicato oggi le risposte alle interpellanze urgenti presentate dai vari gruppi parlamentari.

"La Svizzera continua a chiedere un immediato cessate il fuoco anche tramite contatti bilaterali con la Russia, ed esorta tutte le parti a rispettare il diritto internazionale umanitario e i diritti umani", afferma l’esecutivo rispondendo agli interrogativi dello schieramento rosso-verde. Per giungere a una sospensione delle ostilità è però essenziale la volontà delle parti in conflitto, aggiunge il governo ricordando come la Confederazione possa agire da mediatrice solo dietro richiesta delle parti in conflitto.

La Svizzera "ha condannato l’ulteriore e drastico inasprimento delle restrizioni alla libertà dei media e al diritto alla libertà di opinione e di espressione registrato in Russia negli ultimi giorni", scrive inoltre il Consiglio federale. La Svizzera continuerà a seguire da vicino la situazione e intende "utilizzare i pochi strumenti della diplomazia dei diritti umani ancora disponibili per tutelare tali diritti nel Paese".

Sostegno per documentare i presunti crimini di guerra

Berna intende anche sostenere gli sforzi della comunità internazionale per documentare i presunti crimini di guerra. Lo scorso 2 marzo la Svizzera, insieme ad altri 38 Stati, ha chiesto alla Corte penale internazionale di aprire un’indagine sulla situazione in Ucraina, indica l’esecutivo.

Per il governo "il rafforzamento della cooperazione internazionale è una componente importante degli sforzi della Svizzera per la sicurezza e la stabilità". L’accento, spiega rispondendo a un’interpellanza dei Verdi liberali, è posto sul partenariato per la pace della Nato e la cooperazione con l’Ue, come evidenziato dal Rapporto sulla politica di sicurezza.

Diversi gruppi parlamentari hanno insistito sulla necessità d’introdurre lo statuto di protezione S per i rifugiati ucraini. Questo punto è già stato soddisfatto: nella sua seduta di venerdì il Consiglio federale ha infatti annunciato di averlo attivato. A oggi sono già alcune migliaia i migranti in fuga dalla guerra ad averne approfittato.

Entro fine anno un rapporto del Dipartimento della difesa sulle conseguenze per le forze armate

Interrogato dal Plr sulle conseguenze della guerra per le forze armate, il Consiglio federale ha annunciato che un rapporto del Dipartimento della difesa sarà disponibile entro fine anno. Il documento verterà in particolare sull’esercito, comprese le sue capacità, la sua prontezza all’impiego, nonché le sue risorse finanziarie e di personale. I lavori saranno svolti rapidamente, promette l’esecutivo precisando che questi saranno condotti "con il necessario distacco", in modo che eventuali decisioni per aggiustamenti possano essere prese "su una base solida".

L’economia svizzera poco colpita

Rispondendo alle preoccupazioni dei Verdi sul commercio delle materie prime, il Consiglio federale afferma di non vedere nella situazione attuale alcuna ragione per inasprire i controlli. Il governo sta già monitorando da vicino il settore, scrive, sottolineando la sua grande importanza economica per la Svizzera.

In termini economici generali, gli effetti diretti sulla Confederazione dovrebbero essere limitati: la Russia e l’Ucraina rappresentano piccole quote del commercio estero svizzero, degli investimenti diretti e dei crediti all’estero del sistema bancario.

Più consistenti potrebbero invece essere gli effetti indiretti, in particolare aumento dei prezzi dell’energia e pressione al rialzo sul franco. La guerra in Ucraina ha del resto spinto la Segreteria di Stato dell’economia (Seco) a correggere al ribasso le previsioni di crescita per la Svizzera: nel 2022 il prodotto interno lordo (Pil) aumenterà del 3%, contro il +3,2% stimato in dicembre. L’economia elvetica ha però dimostrato di essere molto robusta nelle recenti crisi, precisa il governo.

Nelle sue domande, l’Udc vorrebbe sapere se il governo sia disposto a sospendere temporaneamente la riscossione delle tasse statali sull’energia. Nella sua risposta, l’esecutivo indica di non poterlo fare in assenza delle basi legali necessarie. Per quel che concerne la fornitura di gas ed elettricità, il Consiglio federale afferma che la sicurezza dell’approvvigionamento per l’inverno in corso è garantita, nonostante l’elevato livello dei prezzi.

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