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13.05.2022 - 14:56
Ats, a cura de laRegione

Ai colloqui Von Wattenwyl si parla di guerra e sue conseguenze

All’incontro fra i vertici dei partiti di governo e Consiglio federale si è parlato della neutralità e delle ripercussioni economiche della guerra

L’aggressione russa all’Ucraina e le conseguenze della guerra hanno dominato oggi i colloqui Von Wattenwyl, i primi da due anni a questa parte tenutisi nella loro sede tradizionale, la dimora storica situata nel centro di Berna. Durante la pandemia di Covid-19, questi incontri si sono infatti svolti al Bernerhof, sede del Dipartimento federale delle finanze.

L’esecutivo federale era rappresentato da Ignazio Cassis, presidente della Confederazione e capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Guy Parmelin, responsabile del Dipartimento federale dell’economia (DEFR), e Simonetta Sommaruga, direttrice del Dipartimento federale dell’energia (DATEC), come pure dal cancelliere della Confederazione Walter Thurnherr, indica un comunicato diramato oggi dal Consiglio federale.

La delegazione del governo ha informato i presenti sulle conseguenze della guerra in corso sull’architettura di sicurezza europea come pure sulle presumibili ripercussioni per la Svizzera. Sul tavolo una maggiore intesa tra gli Stati europei.

Buoni uffici e neutralità

Secondo il governo, "la difesa collettiva assume più rilievo rispetto agli approcci di sicurezza cooperativa come quello perseguito dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE)". Tuttavia le organizzazioni multilaterali continuano ad avere un ruolo importante nella soluzione della crisi, nonostante la ridotta disponibilità al dialogo e alla cooperazione.

La Svizzera continua quindi – ha sottolineato l’esecutivo – ad appoggiare un vero multilateralismo e a offrire i suoi buoni uffici. Il Consiglio federale ha annunciato che è in corso l’elaborazione di un rapporto sul tema della neutralità.

Va ricordato che la Svizzera fornisce aiuti umanitari all’Ucraina e agli Stati limitrofi. Inoltre, il 4 e 5 luglio è prevista a Lugano una conferenza per la ripresa in Ucraina. Sono in corso i lavori per definirne i temi e i contenuti.

Ripercussioni economiche del conflitto

Tra gli altri argomenti affrontati, quello della situazione economica è stato uno dei più importanti. La delegazione governativa ha illustrato la situazione attuale: dall’inizio del conflitto, i prezzi di importanti beni di esportazione dell’Ucraina e della Russia sui mercati mondiali sono fortemente aumentati.

Si tratta soprattutto dei vettori energetici: in questo ambito si è sviluppata una pressione inflazionistica a livello internazionale. Anche in Svizzera si prevedono tassi di rincaro più elevati rispetto agli anni passati. Nel paragone internazionale e storico, la correzione al rialzo nella Confederazione è "moderata". Tuttavia – sottolinea il governo –, "le incertezze legate agli ulteriori sviluppi della guerra in Ucraina sono notevoli".

Approvvigionamento energetico

Sono state anche discusse misure per rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico. Una di queste prevede di istituire già nell’inverno 2022/2023 una riserva idroelettrica conformemente a quanto proposto nella legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili. Il Consiglio federale propone pure un piano di salvataggio per le aziende elettriche di rilevanza sistemica: se ne discuterà durante la sessione estiva delle Camere.

Il governo ha inoltre deciso di adottare provvedimenti per la sicurezza dell’approvvigionamento di gas durante l’inverno 2022/23. Si tratta di misure di approvvigionamento congiunto da parte dell’industria del gas, senza svantaggi sotto il profilo del diritto in materia di cartelli per le imprese interessate.

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