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09.03.2022 - 18:34

Gravi infrazioni stradali, abolita la pena detentiva minima

Il Consiglio nazionale approva la versione più ‘light’ di Via Sicura. Il periodo di revoca della patente scende da due anni a dodici mesi

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Ti-Press
Piede pesante, sanzioni (un po’) più leggere

Non bisogna criminalizzare gli automobilisti, con punizioni draconiane, anche quando commettono – inavvertitamente – infrazioni gravi alla circolazione stradale. È quanto pensa il Consiglio nazionale, che ha abbassato il periodo di ritiro della patente di guida da due anni ad almeno 12 mesi (94 voti a 92, mentre la commissione proponeva 6 mesi) e stralciato la pena detentiva minima di un anno (148 voti a 38, ma rimane la pena massima di quattro anni).

Stando alla maggioranza (Udc, Centro, Plr), Via Sicura, introdotta dieci anni fa, ha dato senz’altro buoni risultati circa la repressione di infrazioni gravi alle norme della circolazione stradale, specie per quanto attiene alla diminuzione di morti e feriti sulle strade.

Tuttavia, nel corso degli anni sono emersi problemi e storture che vanno corretti. Per questo è giusto attribuire al giudice o alle autorità amministrative un margine di apprezzamento maggiore per valutare ogni singolo caso. Ciò vale soprattutto per le forze di pronto intervento, come i pompieri o i conducenti di ambulanze, che si vedono infliggere pene severe quando devono intervenire con urgenza.

«Determinate pene e decisioni hanno causato più danni che benefici», ha affermato in aula Marco Romano (Centro/Ti), danni «che hanno comportato per le persone coinvolte anche la perdita del lavoro per aver violato il codice della strada per un’infrazione commessa non volontariamente (in aula si è fatto l’esempio di chi, correndo con l’auto per portare la moglie all’ospedale, ha superato i limiti di velocità, ndr)».

Il campo rosso-verde avrebbe voluto mantenere le regole in vigore o mitigarle in misura minore rispetto alla maggioranza. A detta di diversi oratori, la maggioranza non tiene conto delle vittime della strada e dei loro parenti e dei buoni risultati ottenuti con Via Sicura. Insomma, il plenum si sarebbe piegato alla lobby degli automobilisti.

Forze dell’ordine, ‘nessuna cambiale in bianco’

«Per quanto riguarda le forze di polizia o di pronto intervento, non si tratta di concedere una cambiale in bianco», ha affermato Romano, «ma procedere a una ponderazione per capire se determinate infrazioni al codice della strada siano giustificate o meno». Il plenum ha quindi stabilito che la pena può essere attenuata se il conducente non ha usato la prudenza imposta dalle circostanze oppure, durante un viaggio ufficiale urgente, non ha usato i segnalatori prescritti. In caso di inosservanza di un limite di velocità durante un viaggio ufficiale urgente o necessario dal punto di vista tattico, si considera soltanto la differenza tra la velocità effettiva e quella che sarebbe stata adeguata all’intervento.

Nel corso del dibattito, il plenum ha deciso, come voleva il Consiglio federale, di rinunciare all’introduzione di etilometro blocca-motore e della scatola nera.

Semaforo verde per la guida autonoma

Prima di affrontare il capitolo di Via Sicura, il plenum ha adottato le prime decisioni circa i veicoli automatizzati. Secondo l’esecutivo, e il plenum, simili mezzi possono incrementare la sicurezza stradale, fluidificare il traffico e ridurre le emissioni ambientali, aprendo nuove opportunità per l’economia e i servizi di trasporto. Con la revisione della legge, si vuole quindi permettere la guida autonoma in Svizzera, creando un apposito quadro normativo.

Il Consiglio federale potrà stabilire in che misura i conducenti saranno dispensati dai loro obblighi e a quali condizioni potranno essere immatricolati i veicoli autonomi privi di pilota. L’Ufficio federale delle strade (Ustra) avrà inoltre la facoltà di autorizzare e finanziare sperimentazioni con tali veicoli.

Circa i veicoli autonomi senza conducente, in futuro potranno circolare solo su tratti prestabiliti e sotto sorveglianza di un operatore. Il plenum ha deciso di non limitare, come chiedeva il campo rosso-verde, la circolazione solo su autostrade e semiautostrade, o strade secondarie a traffico lento o poco intenso. Per la maggioranza non vanno posti limiti allo sviluppo di questa tecnologia. La sicurezza è inoltre assicurata dalla presenza di un operatore.

Il campo rosso-verde avrebbe voluto stralciare dalla legge – ma è stato sconfessato in aula – la possibilità di consentire la circolazione di piccoli veicoli autonomi a bassa velocità senza stabilire tratte specifiche, come i robot per la consegna di pasti caldi, pacchi o lettere. Per i contrari, questo tipo di veicoli rischia solo di intralciare pedoni e ciclisti. I problemi di convivenza sono insomma dietro l’angolo.

In caso di incidente, le autorità saranno autorizzate ad accedere ai dati di registrazione del veicolo. Previo consenso del detentore del veicolo, i dati potranno essere trasmessi all’Ustra per analisi in caso di problemi ricorrenti con un determinato modello, mantenendo l’anonimato del conducente o dell’operatore. In caso di incidenti o infrazioni alle regole della circolazione, i dati potranno essere recuperati dalle autorità a fini di accertamento e dovranno essere cancellati al più tardi sei mesi dopo la chiusura del procedimento con decisione passata in giudicato.

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