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24.02.2022 - 15:11
Ats, a cura de laRegione

La Posta mette l’accento sui pacchi. A scapito delle lettere

Per il futuro, il Gigante giallo ne dovrebbe garantire il recapito pure il sabato. E sacrificare la distribuzione quotidiana dei giornali

Addio al recapito giornaliero di lettere e quotidiani stampati: la Posta in futuro potrebbe concentrarsi soprattutto sulla consegna rapida di pacchi. È quanto prevede la Commissione di esperti sul servizio postale universale.

«Entro il 2030 l’offerta attuale non risponderà più alle esigenze della popolazione e delle imprese» spiegano gli esperti della commissione, presentando un rapporto sul servizio universale del futuro. Dal documento emerge che la consegna giornaliera dei pacchi rimane importante, mentre lettere e giornali «tollerano un allentamento».

«I tempi cambiano e ci si sposta sempre più verso il digitale – riassume in poche parole (e ribadendolo a più riprese) – l’ex consigliera nazionale e agli Stati argoviese Christine Egerszegi (Plr), nominata presidente della commissione. A suo avviso, la crescente digitalizzazione in Svizzera ha portato a un netto calo dell’invio di lettere: tra il 2002 e il 2020 il numero di lettere spedite annualmente è crollato da 3 a 1,7 miliardi. Secondo la commissione, nel 2030 si scenderà sotto il miliardo. D’altro canto, la spartizione di pacchi – complice il boom dell’e-commerce – diventa sempre più importante: l’aumento tra il 2002 e il 2020 è stato del 65% e si prevede un ulteriore incremento del 25% entro il 2030.

Recapito pacchi anche di sabato, lettere in posta B e solo tre volte la settimana

Senza mettere in discussione il mandato di servizio universale, gli esperti ritengono che la Posta debba tenere il passo con questi cambiamenti ed essere modernizzata.

Per la commissione è ipotizzabile che la consegna delle lettere nei prossimi anni avvenga unicamente tramite posta B, e solo tre volte a settimana: ciò permetterebbe al Gigante giallo di contenere i costi e porterebbe a un’ulteriore riduzione del volume delle lettere. Sarà inoltre da valutare la possibilità di consegnare i pacchi anche di sabato, garantendo il recapito sei giorni alla settimana. La commissione è inoltre dell’idea che il servizio universale debba includere l’obbligo di accettare, trasportare e consegnare pacchi di peso fino a 20 kg.

La Svizzera dovrà in ogni caso continuare ad avere bisogno di un servizio universale di alta qualità su tutto il suo territorio. La legge, aggiunge Egerszegi, «deve continuare a garantire la consegna il giorno lavorativo successivo. Ciò si applicherebbe però solo ai pacchi».

La morte dei quotidiani cartacei

A rischio è pure l’esistenza dei quotidiani cartacei. Secondo la commissione di esperti, nei prossimi anni «i contenuti saranno offerti e utilizzati prevalentemente in modalità digitale. Non sarà quindi più appropriato mantenere il servizio universale per la distribuzione quotidiana di giornali stampati oltre il 2030. I media, tuttavia, continuano a svolgere una funzione importante in termini di politica statale e democratica», sottolinea Egerszegi, secondo cui le proposte formulate nel rapporto non rappresentano considerazioni politiche. «La distribuzione regolare di giornali e periodici in abbonamento è in calo da anni e secondo alcune stime il volume diminuirà di un ulteriore 36% entro il 2030», aggiunge l’ex parlamentare del Plr, sostenendo che i media verranno comunque consumati, ma su altri canali online.

Per quanto riguarda invece i pagamenti, le transazioni in contanti devono rimanere parte del servizio universale almeno «fino a quando non esisterà un mezzo di pagamento digitale con caratteristiche comparabili». Ogni persona residente in Svizzera dovrebbe inoltre continuare a poter aprire un conto con le funzioni di pagamento di base – finora è PostFinance a fornire questo servizio – e di poter pagare in contanti, indica la commissione, secondo cui tali prestazioni possono essere fornite indipendentemente dai servizi postali.

Finché PostFinance è a maggioranza statale, è ovvio obbligare la società a offrire un conto di base. Tuttavia, in caso di una sua privatizzazione, la commissione raccomanda che questo mandato sia messo a concorso pubblico e, se necessario, finanziato dallo Stato. Il mandato del servizio di base per il recapito di lettere e pacchi – secondo gli esperti – deve invece rimanere alla Posta.

Perdite importanti

Secondo l’attuale mandato del servizio universale, la Posta deve consegnare lettere e pacchi almeno cinque giorni a settimana e i quotidiani in abbonamento sei giorni della settimana in tutti gli «insediamenti abitati tutto l’anno in Svizzera», spiega Clémence Grisel Rapin, professoressa ordinaria di diritto amministrativo all’Università di Friborgo. «Senza adeguamento del mandato di servizio universale, il declino delle entrate nel settore delle lettere porterebbe il recapito delle lettere a un risultato in perdita dell’ordine di diverse centinaia di milioni entro il 2030», sottolineano gli esperti nel rapporto. Il motivo è sempre da ricondurre alla crescente digitalizzazione, ribadisce Grisel Rapin.

Sempre riferendosi alla crescente offerta online – a livello di pagamenti tramite e-banking, posta elettronica e accesso alle notizie tramite smartphone – la commissione è dell’idea che le regioni periferiche non verranno danneggiate, sottolinea Esther Schlumpf, responsabile di un progetto relativo a un centro di supporto regionale nell’Alto Vallese che mira a sostenere i Comuni nella digitalizzazione e nei servizi forniti alla popolazione. Stessa conclusione per quanto riguarda i gruppi vulnerabili (anziani e persone con limitazioni fisiche o psichiche o la mancanza di accesso a internet), poiché, nonostante tutti questi cambiamenti, una ridotta ma affidabile offerta dovrebbe rimanere per le persone con difficoltà di accesso al mondo digitale, secondo quanto sostengono gli esperti nel loro rapporto.

L’attuazione delle proposte incluse nel rapporto richiederebbe una revisione della legge sulle poste. L’ultima volta tale processo ha richiesto dieci anni: per questo motivo, la commissione raccomanda al Consiglio federale di prendere presto una decisione fondamentale sul futuro servizio di base.

La Commissione di esperti sul servizio postale universale, che conta nove membri, è stata istituita nel marzo 2021 dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (Datec) e dal Dipartimento delle finanze (Dff).

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