27.01.2022 - 15:54
Aggiornamento: 18:31

Studio svizzero: Omicron non spingerà gli ospedali al limite

Uno studio, ancora senza verifica esterna, prospetta tre scenari: nel caso peggiore la situazione in cure intense non dovrebbe arrivare a essere critica

Ats, a cura de laRegione
studio-svizzero-omicron-non-spingera-gli-ospedali-al-limite
Keystone

La variante Omicron del coronavirus difficilmente spingerà il sistema sanitario ai suoi limiti. Uno studio del laboratorio federale svizzero per la prova dei materiali e la ricerca (Empa) e dei ricercatori dei Grigioni e della Germania conferma le osservazioni fatte finora. Sottolinea inoltre la necessità di proteggere soprattutto i gruppi a rischio.

I ricercatori hanno esaminato tre scenari per il periodo dal 17 gennaio alla fine di marzo per vedere se l’attuale variante dominante è in grado di spingere gli ospedali svizzeri e tedeschi ai limiti della loro capacità. Il primo scenario si basa su un tasso di riproduzione del virus di 1,3, vicino alla situazione attuale (1,21 in Svizzera 11 giorni fa).

Le altre due, più pessimistiche, tengono conto di tassi di riproduzione di 1,5 e 1,8. I ricercatori hanno anche preso in considerazione fattori come l’età e lo stato di vaccinazione. Il risultato dei loro calcoli permette un cauto ottimismo, anche nel caso peggiore: se il tasso di riproduzione delle infezioni rimane inferiore a 2, la situazione nei reparti di terapia intensiva difficilmente raggiungerà livelli critici.

Lo studio non è ancora stato verificato da esperti esterni. Tuttavia, è chiaro che Omicron non è così pericoloso per la salute come la variante Delta del virus, anche se è notevolmente più contagioso, ha scritto giovedì sul suo sito web l’Empa.

Nuove caratteristiche, esigenze diverse

Ci sono comunque dei rischi. Per esempio, l’alto numero di infezioni potrebbe portare a problemi di personale negli ospedali e per i test. Inoltre, non è stata stabilita una possibile immunità incrociata tra Omicron e Delta. Inoltre, sempre più pazienti ospedalizzati per un’altra malattia sono anche infettati dal coronavirus. Sono trattati nei diversi settori non Covid degli ospedali, senza alcuna evoluzione seria. Questo conferma l’alta contagiosità di Omicron, combinata con la sua bassa pericolosità, così come il fatto che le persone che sono state vaccinate tre volte sono protette contro una grave evoluzione della malattia. Secondo i ricercatori, è quindi il momento di adeguare le misure di protezione contro il Covid-19. Le strategie da attuare devono essere specificamente mirate ai vari gruppi di rischio, dice Ivan Lunati, capo del dipartimento di studi multiscala di fisica delle costruzioni dell’Empa.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved