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Keystone
02.01.2022 - 09:54
Aggiornamento : 15:38

Cassis è pronto a fare concessioni all’Ue

Dopo il fallimento dei negoziati sull’accordo quadro, il presidente riapre il dialogo: ‘Ma non ci piegheremo a qualsiasi richiesta dell’Unione europea’

Ats, a cura de laRegione

Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis intende fare concessioni a Bruxelles dopo il fallimento dei negoziati sull’accordo quadro. “Ma non ci piegheremo a qualsiasi richiesta dell’Unione europea”, assicura in un’intervista concessa al ‘SonntagsBlick’.

“Non siamo membri dell’Ue”, ricorda il ministro degli Esteri al settimanale svizzero-tedesco. “Come loro siamo interessati ad avere buone relazioni reciproche”.

Alla fine dello scorso mese di novembre, il commissario europeo incaricato delle relazioni con la Svizzera, Maros Sefcovic, aveva chiesto a Berna di presentare entro il gennaio 2022 un piano d’azione concreto. Il documento dovrebbe avanzare proposte riguardo alle questioni chiave ancora irrisolte fra le due parti.

Secondo i programmi, l’Ue avrebbe dovuto ricevere le proposte del Consiglio federale in occasione del Forum economico mondiale (WEF) di Davos in calendario a gennaio. L’evento è stato però rinviato alla prossima estate a causa della nuova ondata di Covid. Bruxelles intende comunque portare avanti una discussione in merito.

Cassis non vuole che la domanda di Sefcovic sia percepita come una sorta di ultima spiaggia. “Non ci sono ultimatum, la Svizzera non funziona così”, ha puntualizzato il consigliere federale dalle colonne del ‘SonntagsBlick’. Secondo il ticinese “abbiamo sempre trovato soluzioni nei nostri rapporti con l’Europa. Come per la pandemia, non bisogna cedere al panico, bensì affrontare la situazione con calma e fiducia”.

I rapporti fra Svizzera e Ue si sono notevolmente raffreddati da maggio 2021, quando il governo elvetico ha unilateralmente interrotto le trattative sull’accordo istituzionale, che duravano da anni, giudicando troppo importanti le divergenze ancora esistenti. Da allora, i 27 Stati membri dell’Unione attendono segnali da Berna su come proseguire le relazioni bilaterali.

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