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Keystone
02.12.2021 - 08:30
Aggiornamento : 15:46

Ospedali svizzeri verso il triage: si dovrà scegliere chi curare

Situazione critica in diversi cantoni della Svizzera tedesca, fra terapie intensive piene e personale infermieristico esausto

In Svizzera gli ospedali sono sotto pressione a causa della recrudescenza dei contagi da coronavirus e del conseguente aumento dei ricoveri nei reparti ordinari e in terapia intensiva. Lo riporta la stampa d’oltralpe. Alla saturazione dei reparti si aggiunge lo stato di stress in cui si trova il personale infermieristico.

Nella città di Berna, riporta il portale Nau.ch, i servizi di soccorso e protezione di Berna hanno dichiarato un “codice rosso”: ciò vuol dire che il paziente non può scegliere dove essere curato, ma è il call center di emergenza a dirottarlo nell’uno o nell’altro ospedale a seconda della disponibilità. All’Inselspital la situazione è drammatica, come riferisce il primario Stephan Jakob: il personale sanitario, esausto, sta dando le dimissioni in massa, e dunque su 36 posti letto di terapia intensiva solo 28 possono essere utilizzati: di questi, riferisce Jakob, 27 sono pieni, 4 dei quali occupati da pazienti Covid tutti non vaccinati.

Situazione critica anche a Basilea, dove, come riporta il Blick, il 25% del personale di terapia intensiva dell’ospedale universitario è assente per malattia, in molti casi per esaurimento, in altri perché in quarantena a causa dei casi positivi nelle scuole frequentate dai figli. L’ospedale è ora costretto ad assumere anche personale non qualificato per coprire le carenze. Stessa situazione alla clinica Hirslanden di Berna che sta facendo rientrare il personale dalle ferie e dai congedi.

Terapie intensive piene anche a Soletta e Lucerna, con molte operazioni rinviate per poter curare più persone possibili in cure intense. A Svitto, gli ospedali già la settimana scorsa hanno dovuto trasferire alcuni pazienti in altri cantoni. La situazione è simile in molti altri cantoni di lingua tedesca. Gli ospedali di Soletta riferiscono che il loro reparto di terapia intensiva è pieno. Lo stesso vale per Lucerna. “Gli interventi hanno dovuto essere rimandati per poter curare più persone in terapia intensiva”, ha detto al Blick il direttore sanitario di Lucerna Guido Graf.

Il capo medico Stephan Jakob dell’Inselspital bernese riassume la situazione: “Se un’altra ondata arriva ora, ci troveremo in una situazione in cui abbiamo due letti per dieci pazienti. È un incubo”. E il ricorso al triage, ovvero alla selezione dei pazienti da curare o meno, sembra ormai inevitabile.

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