23.11.2021 - 14:56

78enne condannato a 13 anni per un assassinio di 24 anni fa

Il caso dell’assassinio di un’anziana a Küsnacht nel 1997 è stato riaperto nei giorni scorsi grazie a tracce di Dna. L’uomo era già in cella per rapina

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(Keystone)

Un rapinatore italiano di 78 anni è stato condannato a 13 anni di prigione per l’assassinio di una ricca signora di 86 anni ritrovata morta nella lavanderia della sua abitazione a Küsnacht (ZH) nel 1997. Un delitto rimasto a lungo irrisolto, ma riaperto negli scorsi anni grazie a tracce di Dna.

Il 78enne sta attualmente scontando una precedente condanna a sette anni e mezzo di prigione inflittagli nel canton Berna per una brutale rapina con la presa d’ostaggio di un’intera famiglia commessa nel settembre del 2016 a Thun (BE).

Nel pronunciare la sentenza, il Tribunale distrettuale di Meilen (ZH) si è mostrato oggi più severo della pubblica accusa, che ha richiesto 11 anni di prigione. La difesa si è battuta per l’assoluzione. La sentenza non è ancora definitiva: l’accusato ha infatti già annunciato un ricorso in appello.

L’anziana signora, uccisa pochi giorni prima del suo 87esimo compleanno, aveva un patrimonio che in base alle dichiarazioni fiscali dell’epoca era stimato in 12 milioni di franchi. Il suo cadavere fu ritrovato in un bagno di sangue e ammanettato nella lavanderia della villa del comune della “costa dorata” del lago di Zurigo il 4 luglio 1997, sei giorni dopo il delitto.

In mancanza di riscontri, l’inchiesta era stata dapprima archiviata nel 2001. Nel 2016 la svolta che ha permesso di riaprire le indagini: si è infatti scoperto che le tracce di Dna scoperte nella villa di Küsnacht corrispondevano a quelle dell’autore della rapina messa a segno nel settembre 2016 nella gioielleria di Thun.

Il cittadino italiano sospettato dei due delitti è stato arrestato sull’isola di Tenerife, dove aveva cercato di vendere parte del bottino, ed estradato dalla Spagna verso la Svizzera nel maggio 2017.

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