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01.10.2021 - 11:25
Aggiornamento : 15:53

Berna vuole aprire un’ambasciata presso la Santa Sede

La sede diplomatica elvetica in Vaticano si occuperà anche delle relazioni con Malta e San Marino. Al momento è accreditato a Roma l’ambasciatore in Slovenia

Ats, a cura de laRegione

La Svizzera vuole sfatare un tabù, soprattutto per quanto riguarda gli equilibri confessionali del Paese, aprendo una propria ambasciata presso la Santa sede a Roma. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale. Lo scopo? Sfruttare meglio il potenziale di collaborazione bilaterale nei settori prioritari di politica estera della Confederazione.

Il fatto di istituire a Roma l’Ambasciata di Svizzera presso la Santa Sede non cambia le relazioni tra la Confederazione e le chiese cristiane, cattolica e riformata, ed è garantito il pieno rispetto delle competenze federali e cantonali, stando a una nota odierna del Dipartimento federale degli affari esteri.

Oltre a ciò, è previsto che l’Ambasciata di Svizzera in Vaticano si occupi anche delle relazioni con Malta e San Marino. Ma prima di ufficializzare il passo, dovranno essere consultate le Commissioni della politica estera del Parlamento.

Il motivo di questa decisione

È dal 2014 che l’ambasciatore di Svizzera residente in Slovenia è anche accreditato presso la Santa Sede. Questa situazione non permette più di svolgere efficacemente tutte le funzioni diplomatiche specifiche delle relazioni bilaterali col Vaticano Sede, secondo il comunicato.

Negli ultimi anni, infatti, le visite ufficiali di alto livello dalla Svizzera - che richiedono una preparazione, un accompagnamento e una gestione diplomatica continua in loco - sono aumentate notevolmente.

L’istituzione a Roma della nuova Ambasciata di Svizzera permetterà di approfondire e concretizzare il potenziale di collaborazione tra la Confederazione Svizzera e la Santa Sede su questioni prioritarie comuni di politica estera, che spaziano dalla promozione della pace allo sviluppo sostenibile. La presenza di una rappresentanza diplomatica sul posto permetterà inoltre di portare avanti un dialogo più regolare con la Santa Sede su temi di politica interna importanti per le relazioni bilaterali.

Un lungo processo storico

Le relazioni bilaterali tra la Confederazione e la Santa Sede sono intense e complesse. La Santa Sede ha una rappresentanza diplomatica in Svizzera dal 1586, con un’interruzione tra il 1873 e il 1920 (periodo del Kulturkampf).

La Svizzera è rappresentata presso la Santa Sede solo dal 1991, quando il Consiglio federale nominò un ambasciatore in missione speciale ponendo così fine all’unilateralità dei rapporti diplomatici. In questi anni la funzione di ambasciatore è stata esercitata da Berna, Praga, Ginevra, di nuovo da Berna e infine da Lubiana.

La missione speciale è quindi rimasta circoscritta, sia per quanto riguarda i suoi compiti sia sul piano temporale. Solo alla fine di maggio del 2004, alla vigilia della seconda visita di Giovanni Paolo II a Berna (5-6 giugno), si è arrivati alla piena normalizzazione delle relazioni diplomatiche con la nomina, da parte del governo di un ambasciatore straordinario e plenipotenziario; si è trattato però di un accreditamento speciale.

Con la decisione odierna, il Consiglio federale mira quindi a rafforzare la presenza diplomatica della Confederazione presso la Santa Sede, in linea con la volontà espressa dall’esecutivo negli ultimi 30 anni.

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