Locarnese
Planzi con Parolin e Cassis per il libro sul Papa e la Svizzera
‘Parterre’ eccezionale per la presentazione della pubblicazione trilingue dello storico locarnese sui rapporti fra il pontefice e il Consiglio federale
Planzi con i suoi illustri ospiti
21 novembre 2021
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Una giornata memorabilmente storica è stata quella dello scorso 8 novembre, quando Svizzera e Santa Sede hanno celebrato 101 anni di rapporti diplomatici ufficiali. Per l’occasione, con un anno di ritardo a causa della pandemia, è giunto in Svizzera – invitato dal consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dfae – il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato di Papa Francesco. Dopo i colloqui ufficiali a Berna, all’Università di Friburgo è stato presentato il libro trilingue dello storico locarnese Lorenzo Planzi, “Il Papa e il Consiglio federale. Dalla rottura nel 1873 alla riapertura della Nunziatura nel 1920”, edito da Dadò nel 2020. Durante questa solenne presentazione ufficiale sono intervenuti, a Friburgo, il cardinale Parolin e il consigliere federale Cassis – autori delle prefazioni del libro –, nonché il vescovo di Basilea Felix Gmür, presidente della Conferenza episcopale, la pastora Rita Famos, presidente della Chiesa evangelica riformata, la rettrice dell’Università Astrid Epiney e l’autore del libro Lorenzo Planzi. Tra il foltissimo pubblico, presenti il già consigliere federale Joseph Deiss, la direttrice dell’Ufficio federale della cultura Isabelle Chassot, il presidente del Consiglio di Stato friburghese Jean-François Steiert, l’ambasciatore presso la Santa Sede Denis Knobel, il nunzio apostolico a Berna Martin Krebs, i vescovi di Coira Joseph Bonnemain, di Friburgo Charles Morerod e l’emerito di Lugano, Mino Grampa.

Il cardinale Parolin ha osservato come il rapporto tra Svizzera e Vaticano sia «storico e profondo», indissolubile a partire dal “Sacco di Roma”, quando le Guardie svizzere «hanno dato il loro sangue» per il Papa. Mentre il capo del Dfae ha chiarito come Berna e Santa Sede intendano «unire i nostri sforzi più strettamente nella lotta contro la pena di morte e la protezione delle minoranze». Il cardinale, il consigliere federale, e anche l’autore del libro, nei loro discorsi, hanno ricordato le parole del primo nunzio a Berna, Luigi Maglione, presentando le lettere credenziali al Consiglio federale l’8 novembre 2021, quando si confessa ammiratore del popolo svizzero, nel quale sono uniti «la riflessione tedesca, lo spirito francese e la finezza di sentimento italiana». L’indomani, all’Università, ha fatto seguito un convegno sulla storia dei rapporti tra Svizzera e Santa Sede nei secoli, con gli interventi di studiosi svizzeri, francesi, italiani e vaticani. Queste emozionanti giornate hanno rappresentato il coronamento – unitamente alla recente decisione del Consiglio federale di creare un’Ambasciata presso la Santa Sede nella Città eterna – di un secolo di rapporti diplomatici, riannodati durante la Grande guerra sul terreno della diplomazia della pace e della cooperazione umanitaria.

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