28.09.2021 - 16:14
Aggiornamento: 16:42

Dagli Stati sì a standard minimi per mezzi pesanti nelle Alpi

Un altro passo avanti per la richiesta di maggior sicurezza in camion e bus inoltrata nel 2016 dall’oggi consigliere nazionale socialista Bruno Storni

Ats, a cura de laRegione
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Ti-Press

In futuro camion e autobus potranno attraversare le Alpi solo se muniti dei moderni sistemi di assistenza alla guida. È quanto prevede la revisione della Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr) adottata oggi dal Consiglio degli Stati con 29 voti contro 9. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

La modifica legislativa ha origine dall’iniziativa del Canton Ticino denominata “Strade più sicure subito” e presentata nel 2016 dall’allora deputato cantonale e oggi consigliere nazionale socialista Bruno Storni. Il testo prevede che i veicoli pesanti per il trasporto di merci o persone non conformi ai recenti standard di sicurezza possano percorrere le strade alpine al massimo ancora per cinque anni. Le nuove norme si applicheranno a tutti i quattro assi di transito transalpino: San Gottardo, San Bernardino, Sempione e Gran San Bernardo.

In futuro, i veicoli interessati dovranno essere equipaggiati con i dispositivi di sicurezza più recenti. L’iniziativa ticinese cita il sistema antibloccaggio, il dispositivo avanzato frenata d’emergenza, il sistema di controllo della stabilità, l’avviso di deviazione della corsia e il controllo della pressione degli pneumatici. Questi dispositivi sono del resto obbligatori in Svizzera e nell’Ue per i mezzi pesanti immatricolati dopo il 2015. Nell’elaborare la modifica della LCStr, le Camere hanno approvato un termine più lungo per la Svizzera meridionale e il Vallese. L’idea è sgravare le imprese di spedizione attive nei Cantoni alpini e garantire l’approvvigionamento delle regioni di montagna. Un’agevolazione per i trasporti interni, come prevista nel progetto, non è compatibile con gli obblighi internazionali della Svizzera, ha replicato invano la consigliera federale Simonetta Sommaruga.

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