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13.09.2021 - 20:32

I ‘senatori’ estendono la promozione delle ‘rinnovabili’

Nemmeno il Consiglio degli Stati vuole un ‘vuoto’ a partire dal 2023. La soluzione transitoria è limitata fino al 2030. Ma restano alcune divergenze.

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Keystone
La ministra dell’ambiente Simonetta Sommaruga

Berna - Come il Consiglio nazionale, anche il Consiglio degli Stati vuole promuovere nuovi impianti eolici, piccoli impianti idroelettrici, a biogas, geotermici e fotovoltaici con contributi di investimento una tantum a partire dal 2023. Tuttavia, alcuni dettagli non sono ancora regolati.

I ‘senatori’ hanno adottato il progetto di legge lunedì con 39 voti a 0 e quattro astensioni, seguendo essenzialmente il Consiglio nazionale. Il progetto, promosso dal consigliere nazionale Bastien Girod (Verdi/ZH), prevede una soluzione transitoria ed è limitato fino alla fine del 2030.

Questo perché il biogas, l’energia idroelettrica su piccola scala, l’energia eolica e geotermica sono state finora sostenute principalmente con la rimunerazione per l’immissione di elettricità (Ric). Questo sistema scade alla fine del 2022. Il disegno di legge ha lo scopo di evitare un vuoto negli strumenti di sostegno a partire da tale data.

Colmare il divario con il progetto di riforma

Il Consiglio federale di recente ha presentato un ampio progetto. Tuttavia, la discussione non sarà probabilmente conclusa prima di un anno. È importante fare i primi passi verso una maggiore sicurezza dell’approvvigionamento, ha detto la ministra dell’energia Simonetta Sommaruga al Consiglio degli Stati.

La soluzione transitoria prevede contributi agli investimenti per tutte le tecnologie di generazione di elettricità. Per i grandi impianti fotovoltaici, l’assegnazione delle sovvenzioni avverrà tramite aste. Il Consiglio degli Stati vuole che le aste siano possibili solo per gli impianti senza autoconsumo e solo a partire da una capacità di 150 kilowatt.

Le nuove centrali idroelettriche con una capacità di almeno un megawatt possono beneficiare di contributi agli investimenti per un massimo del 60 per cento dei costi. Su richiesta di una minoranza, il Consiglio degli Stati si è allineato al Nazionale. La maggioranza, sconfitta per 17 voti a 25, avrebbe preferito una soglia di tre megawatt.

Non ritardare i progetti

I contributi agli investimenti per i nuovi impianti e gli ampliamenti degli impianti esitenti devono essere concessi se sono soddisfatti i requisiti della protezione delle acque e della legge sulla pesca. Su richiesta di una minoranza capitanata da Roberto Zanetti (Ps/So), il Consiglio degli Stati ha aggiunto questo emendamento al progetto di legge con 25 voti contro 14 e 3 astensioni.

Per garantire l’avanzamento dei progetti di risanamento, il Consiglio degli Stati vuole obbligare l’Ufficio federale dell’ambiente a prendere decisioni sui contributi “di regola” entro sei mesi, in accordo con il cantone di ubicazione. A tal fine, ha approvato una mozione individuale di Stefan Engler (centro/GR) senza un voto contrario.

Spianare la strada ai progetti pilota

Il Consiglio degli Stati vuole promuovere con più forza la produzione interna di elettricità invernale “per mandare un segnale affinché i politici agiscano”, come ha detto il presidente della commissione preparatoria Martin Schmid (Plr/Gr). In particolare, i contributi agli investimenti per gli impianti che producono un’alta quantità di elettricità in inverno devono essere aumentati di un massimo del 20 per cento.

Il Consiglio degli Stati vuole poi ancorare le disposizioni per l’autorizzazione dei progetti pilota nella legge sull’approvvigionamento elettrico e quindi non aspettare il grande progetto di riforma del Consiglio federale, come ha detto Schmid. Il punto è permettere le innovazioni. Anche la ministra dell’energia Sommaruga è d’accordo con l’emendamento.

Il Consiglio degli Stati vuole infine estendere il regolamento sui canoni d’acqua, in scadenza al 31 dicembre 2024, fino alla fine del 2030. I ‘senatori’ sono del parere che il Consiglio federale debba presentare un progetto di legge per un nuovo regolamento valido solo a partire dal 2031. Il Nazionale, dal canto suo, vuole rimanere con la legge attuale e regolamentare nuovamente i canoni d’acqua a partire dal 2025.

Il disegno di legge torna al Consiglio nazionale.

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