ULTIME NOTIZIE Svizzera
Svizzera
12 ore

‘Altri modelli da discutere in vista della prossima riforma’

A colloquio con Jerôme Cosandey di Avenir Suisse sulle prospettive future del primo pilastro dopo il risicato sì popolare ad Avs 21
Svizzera
15 ore

Domenica di bocciature a livello cantonale

La bocciatura più sonora, col 71,5% dei no, va al credito che il Canton Lucerna voleva dare alla Guardia Pontificia in Vaticano
Svizzera
17 ore

Allevamento intensivo: il no è netto

La bocciatura dell’iniziativa va oltre le previsioni: il 62,86% dei votanti ha infatti detto no
Svizzera
17 ore

Imposta preventiva: respinta dal 52% dei voti

Malgrado il testa a testa, alla fine prevale il no
Svizzera
17 ore

Riforma AVS: le donne andranno in pensione a 65 anni

La modifica della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti approvata per un soffio: sì al 50,6%
Svizzera
18 ore

Ambasciatore ucraino a Berna, no asilo per disertori russi

Preoccupano i migliaia di russi in fuga dal loro Paese per evitare il reclutamento, si teme che tra loro vi siano spie di Putin
Svizzera
22 ore

Una votazione che ha lasciato col fiato sospeso

Le urne sono chiuse, è iniziato lo spoglio delle schede. I risultati in tempo reale
Svizzera
1 gior

C’è tempo fino a mezzogiorno per votare

Svizzeri alle urne su Avs, imposta preventiva e allevamento intensivo
Svizzera
1 gior

Gli F-35 si comprano e gli oppositori si vestono da lutto

La manifestazione oggi a Berna per denunciare “la farsa democratica” riguardo alla decisione del Consiglio federale di acquistare i jet da combattimento
Svizzera
1 gior

Se il vaccino è ‘da buttare’

Sono oltre 10milioni le dosi di Moderna che la Confederazione ha acquistato per contrastare il Covid e che mercoledì... sono scadute
Svizzera
2 gior

Axpo e quell’aiuto non ancora utilizzato

Il gruppo ha ottenuto dalla Confederazione il credito d’emergenza per far fronte all’impennata dei prezzi nel settore energetico
Svizzera
2 gior

L’alternativa è il pellet. Ma meglio fare scorta per tempo

SvizzeraEnergia vara la campagna ‘Zero spreco’: ecco qualche consiglio utile per evitare un inverno (giocoforza) freddo
Svizzera
2 gior

È allarme riscaldamento: ‘Fate il pieno del tank al più presto’

L’obiettivo? Contribuire al raggiungimento del risparmio volontario del 15% dei consumi di gas stabilito dal governo sull’esempio dell’Ue
Svizzera
2 gior

Luce verde all’export di munizioni in Qatar

Il Consiglio federale ha avallato la richiesta di esportazione di armamenti per il cannone di bordo del jet Eurofighter
13.09.2021 - 19:01
Aggiornamento: 19:56

Export armi, la deroga dà filo da torcere al Nazionale

Il Consiglio federale deve poterlo autorizzare in casi eccezionali? Acceso dibattito al Nazionale sull’iniziativa correttiva e il controprogetto indiretto

export-armi-la-deroga-da-filo-da-torcere-al-nazionale
Keystone
Sembra farsi più complicato il ritiro dell’iniziativa

Berna – Acceso dibattito oggi al Consiglio nazionale sull’iniziativa popolare “Contro l’esportazione di armi in Paesi teatro di guerre civili” (Iniziativa correttiva). Se da un lato si è fatto leva sulla tradizione umanitaria elvetica, dall’altro si è posto l’accento sugli aspetti economici. La commissione preparatoria, come gli Stati, ne propone la bocciatura, a favore del controprogetto indiretto proposto dal Governo, leggermente modificato. Proprio queste modifiche hanno catalizzato l’attenzione dei parlamentari.

L’iniziativa vuole garantire il controllo e la partecipazione democratica e impedire l’esportazione di materiale militare in Paesi teatro di violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani o di guerre civili, ha ricordato in entrata Doris Fiala (Plr/ZH), a nome della commissione. Prevede che i criteri di autorizzazione per l’export, oggi disciplinati a livello di ordinanza, vengano iscritti nella Costituzione. Ciò significa che popolo e cantoni sarebbero chiamati a decidere in merito a eventuali modifiche.

Esportare la pace

Il testo è sostenuto dalla sinistra, ma anche dai Verdi liberali. Nel corso del dibattito, Léonore Porchet (Verdi/VD) ha elencato una serie di recenti “incidenti” che hanno permesso ad armi svizzere di giungere in zone teatro di guerra, gettando cattiva luce sulla Confederazione e la sua neutralità. “L’iniziativa è la risposta a queste promesse tradite”, ha sostenuto, chiamando il plenum a sostenerla.

Greta Gysin (Verdi/TI) ha ricordato i vari tentativi del Governo di allentare le norme in vigore. Eppure non dobbiamo dimenticare che “le armi e il materiale bellico uccidono”, ha aggiunto. Il Governo è venuto meno alle sue promesse di 12 anni fa ed è qui che vuole intervenire l’iniziativa, ha spiegato.

“Vogliamo esportare la pace e non la guerra, i nostri buoni uffici, i servizi di mediazione”, le ha fatto eco Marionna Schlatter (Verdi/ZH). Priska Seiler Graf (Ps/ZH) ha da parte sua ricordato la levata di scudi della popolazione nel 2018 contro la volontà del Consiglio federale di allentare le restrizioni nelle esportazioni di materiale bellico.

Difendere aziende

Per la destra non è invece opportuno un disciplinamento a livello costituzionale. Il parlamento avrebbe meno competenze, ha rilevato Bruno Walliser (Udc/ZH), sottolineando inoltre l’importanza dell’industria tecnica, e le sue esportazioni, per l’economia svizzera. Oltretutto “puntiamo sulle armi difensive, prodotte per tutelare la popolazione”, ha proseguito.

L’iniziativa si spinge troppo lontano anche per il Plr. Da un punto di vista politico non è giusto che popolo e cantoni decidano i criteri di esportazione, ha fatto notare Maja Riniker (Plr/AG), spezzando una lancia in favore di un disciplinamento a livello di legge.

Analoga la posizione di Thomas Rechtsteiner (Centro/AI), che ha pure sottolineato l’importanza del know-how dell’industria bellica elvetica per l’esercito svizzero. Anche Rocco Cattaneo (Plr/TI) ha posto l’accento sul settore che produce materiale bellico fatto di centinaia di aziende “che non potrebbero sopravvivere con la sola domanda interna”. “Un’adozione dell’iniziativa sarebbe drastica per l’industria della sicurezza”, gli ha fatto eco Alex Farinelli (Plr/TI).

Il controprogetto

Anche il Consiglio federale ritiene eccessiva l’iniziativa e ha elaborato un controprogetto indiretto, a livello di legge quindi, ciò che consente al popolo di avere l’ultima parola tramite referendum facoltativo. Esso elimina le deroghe di esportazione per i Paesi che violano gravemente e sistematicamente i diritti umani. Le vendite a Paesi in guerra civile continuerebbero ad essere vietate.

Lo scorso mese di giugno il Consiglio degli Stati ha voluto inasprirlo, cancellando una deroga da questi criteri concessa all’Esecutivo in circostanze eccezionali, per salvaguardare gli interessi di politica estera o di sicurezza nazionale. Proprio su questa deroga si sono concentrati molti interventi. La clausola è particolarmente mal digerita a sinistra, ma anche al centro, poiché secondo questi schieramenti indebolirebbe troppo il controprogetto.

La commissione preparatoria propone al plenum di stralciarla, poiché la considera una cambiale in bianco. Ritiene tuttavia che in casi eccezionali determinate deroghe debbano restare possibili, “ma devono essere limitate ai Paesi democratici che dispongono di un sistema di controllo delle esportazioni paragonabile a quello della Svizzera”.

Raccomanda inoltre la bocciatura di altre due proposte volte a rendere più severo il controprogetto. La prima prevede che la fornitura di pezzi di ricambio sia soggetta alle stesse condizioni di quelle applicate al materiale bellico, la seconda di disciplinare il divieto di esportazione nei casi in cui esiste un rischio elevato, anche al di fuori del Paese destinatario, che il materiale bellico sia impiegato contro la popolazione.

Il dibattito si concluderà mercoledì.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved