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Ennesima apparizione davanti a un tribunale oggi a Ginevra per Dieduonné
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05.07.2021 - 19:33
Aggiornamento: 21:20

Dieudonné vuole essere assolto in nome della satira

Ha chiesto l’assoluzione il comico a processo oggi a Ginevra per discriminazione razziale, ingiuria e diffamazione. L’accusa: pena pecuniaria non sospesa

Ginevra - Il comico francese Dieudonné è comparso oggi davanti al tribunale di polizia di Ginevra per discriminazione razziale, ingiuria e diffamazione. L'imputato ha chiesto l'assoluzione. Il pubblico ministero ha chiesto una pena pecuniaria non sospesa di 180 aliquote giornaliere da 200 franchi.

Dieudonné è finito per l’ennesima volta in tribunale per aver fatto dire a un personaggio del suo spettacolo ‘En vérité’, andato in scena a Nyon (Vd) e a Ginevra nel 2019, che «le camere a gas non sono mai esistite». Per il primo procuratore Stéphane Grodecki, il comico ha voluto discriminare gli ebrei lanciando questa frase fuori contesto.

Dieudonné ha respinto l’interpretazione dell’accusa. Vestito con una lunga casula blu, con il continente africano stampato sul davanti, il comico si è detto stupito di essere stato trascinato davanti a un tribunale a causa delle osservazioni fatte da uno dei suoi personaggi. «Non c'è stato alcun problema con il testo in tutto il mondo francofono».

Lo sketch è stato scritto con Germain Gaiffe, ha spiegato l'imputato. L'uomo, di origine ebraica, sta scontando una condanna a 30 anni di prigione per omicidio. È un discendente di deportati; parte della sua famiglia è morta nelle camere a gas, ha sottolineato Dieudonné M'bala M'bala.

Non un negazionista

«Non nego assolutamente l'esistenza delle camere a gas», ha sottolineato il comico, che ha ricordato alla Corte di aver iniziato la sua carriera sul palco a fianco di Elie Semoun, lui stesso ebreo. «Ho fatto anche molti sketch sulla schiavitù, perché bisogna divertirsi con le cose più difficili», ha aggiunto.

Dieudonné ha detto di volersela prendere nei suoi spettacoli con la gerarchia della sofferenza. «Trovo indegna tutta questa competizione di vittimismo», ha rilevato, aggiungendo che avrebbe potuto anche negare l'esistenza della tratta transatlantica degli schiavi. «Credo di partecipare a una lotta antirazzista e anticomunitaria».

Dieudonné è stato anche accusato di aver detto durante uno spettacolo a Ginevra che il Cicad (Coordinamento intercomunitario contro l'antisemitismo e la diffamazione) dovrebbe essere mandato a quel paese. L'imputato ha negato di essersi mai espresso in questo modo.

Un propagandista antisemita

Philippe Grumbach, legale della Cicad, e Johanne Gurfinkiel, segretario generale dell'organizzazione, hanno detto che Dieudonné M'bala M'bala è un propagandista antisemita e antiebraico non nuovo al gioco. L'avvocato ha elencato le numerose condanne che il comico ha ricevuto in Francia.

Dieudonné è stato anche citato in giudizio per aver diffamato il signor Gurfinkiel, chiamandolo bugiardo e razzista, e sostenendo che il segretario generale della Cicad odiava l'uomo nero che è.

Il procuratore Stéphane Grodecki non ha chiesto la sospensione della pena contro Dieudonné, perché è una persona che «non si preoccupa delle sue condanne». «Non c'è alcuna messa in discussione» da parte del comico, ha detto. «L'unica cosa che sa fare è vittimizzare se stesso».

La presidente del tribunale di polizia, Sabina Mascotto, pronuncerà la sua sentenza giovedì. Dieudonné non ci sarà: è in tournée.

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