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(Ti-Press)
11.03.2021 - 15:13
Ats, a cura de laRegione

Divieto burqa, Rachid Nekkaz pagherà le multe per il niqab

L'uomo d'affari e attivista politico algerino pagherà le multe alle donne che indossano volontariamente il niqab (ma non il burqa)

L'uomo d'affari e attivista politico algerino Rachid Nekkaz ha annunciato che pagherà tutte le multe che verranno comminate nella Confederazione a donne col niqab in seguito all'introduzione del divieto di dissimulare il viso nei luoghi pubblici, approvato domenica alle urne dal 51,2% degli svizzeri. Nekkaz si fa già carico delle sanzioni inflitte in Ticino e a San Gallo, cantoni in cui il divieto è in vigore da alcuni anni.

L'attivista algerino, secondo quanto riportato da 20min.ch, ha annunciato che l'organizzazione da lui fondata "Touche pas à ma constitution" pagherà le multe delle donne che indossano volontariamente il niqab in Svizzera. L'uomo, ex candidato alla presidenza algerina, si è arricchito grazie al mercato immobiliare e avrebbe destinato un milione di euro a questa causa.

Finora ha già pagato diverse migliaia di multe in Europa, in Francia, Belgio, Paesi Bassi, Austria, Germania, Danimarca, Bulgaria, paesi dove è in vigore un divieto di portare veli islamici che dissimulano il volto della donna.

Nekkaz sostiene che ogni donna deve poter dissimulare volontariamente il proprio volto e le autorità devono rispettare questa scelta tanto quanto le leggi. Per l'algerino la decisione di domenica dell'elettorato svizzero va accettata, ma ciò non lo fa desistere dal suo impegno di difendere la libertà di religione e la libertà di abbigliamento: sia la scelta di portare il velo in un paese che lo vieta, sia quella di non indossarlo laddove sarebbe obbligatorio.

Nekkaz precisa che tra niqab e burqa vi è una chiara differenza. Il primo è un velo leggero, il secondo è simbolo dell'oppressione della donna: per esso non pagherebbe mai una multa.

Nel luglio 2016 l'uomo d'affari aveva suscitato scompiglio a Locarno, presentandosi alla polizia cittadina accompagnato dalla cofondatrice del Consiglio centrale islamico svizzero Nora Illi, nel frattempo defunta, vestita con un niqab blu: i due avevano invitato gli agenti di polizia a multarli per aver violato la nuova legge cantonale che vietava di dissimulare il volto negli spazi pubblici. Un'azione analoga era poi stata condotta a Lugano e San Gallo.

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