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Gregor Zünd (Keystone)
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15.12.2020 - 14:17
Aggiornamento : 14:45

Direttori ospedali zurighesi: 'Lockdown inevitabile'

Lo dichiara il direttore dell'Ospedale universitario di Zurigo Gregor Zünd. Nel cantone tasso di riproduzione del virus a 1,16, rischio terza ondata


Per il direttore dell'Ospedale universitario di Zurigo (USZ), Gregor Zünd, la Svizzera non potrà evitare un secondo lockdown. Il motivo è il numero di infezioni che continua ad aumentare nonostante le misure adottate.

Nel canton Zurigo il valore di riproduzione del virus è attualmente di 1,16, ha sottolineato oggi Zünd in un incontro con i media cui hanno preso parte anche il direttore degli ospedali di Waid e Triemli, i due nosocomi comunali di Zurigo, e quello dell'ospedale cantonale di Winterthur.

Gregor Zünd teme in particolare una nuova ondata di contagi a metà gennaio, perché molte persone rischiano di contrarre il virus durante le vacanze sulla neve. "Praticare lo sci al momento non è responsabile", ha affermato il direttore dell'ospedale di Winterthur Rolf Zehnder.

Pur essendo uno sciatore appassionato, Zehnder ha assicurato che questa volta vi rinuncerà: la riduzione dei contatti è infatti la chiave per frenare i contagi, ma non sempre ciò è possibile quando si scia.

Gli ospedali zurighesi sono già occupati in misura considerevole da pazienti Covid. Anche il personale è sempre più sotto pressione, hanno sottolineato i direttori degli ospedali. "Siamo nel pieno di una maratona e non sappiamo quanto durerà", ha detto Gabi Brenner, responsabile dell'assistenza infermieristica di USZ. Questa imprevedibilità è estremamente stressante, ha aggiunto.

I malati di Covid necessitano del doppio di personale rispetto agli altri pazienti. L'ospedale universitario - ha precisato Zünd - è attualmente confrontato con 101 dipendenti (l'1% del totale) in isolamento o in quarantena per il coronavirus.

Per aumentare le capacità di assistenza ai pazienti Covid, l'USZ ha aperto un nuovo reparto semi-intensivo con 8 posti letto. Questo pomeriggio sarà aperto anche un grande reparto generale per i pazienti Covid, ma per avere i letti necessari "abbiamo dovuto chiudere 8 sale operatorie", ha detto Zünd.

La situazione è simile anche negli ospedali cittadini di Waid e Triemli, dove per avere abbastanza letti e personale per i pazienti Covid sono già stati posticipati più di 100 interventi non urgenti.

"Quando guardo i numeri dei casi, non vedo la fine", ha detto il direttore degli ospedali cittadini André Zemp. Se la maratona continua ancora a lungo, il direttore Zemp ha detto di temere che parte del personale possa decidere di lasciare l'ospedale "perché non ce la fa più".

Ieri le autorità avevano reso noto che il numero di persone ospedalizzate per il Covid nel canton Zurigo è salito a 535, il numero più alto dall'inizio della pandemia. In 72 ore, il cantone più popoloso della Svizzera - oltre 1,5 milioni di abitanti - ha contato altri 41 decessi, per un totale di 607 morti.

Delle 535 persone ricoverate, 99 si trovavano in cure intense. L'occupazione dei letti di terapia intensiva raggiunge quasi il 100%. Esistono capacità di riserva, ma soltanto per casi isolati, ha avvertito in una nota l'Associazione degli ospedali zurighesi (VZK).

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