Svizzera

Caso Freddy Nock, procura e difesa ricorrono in appello

L'acrobata è stato condannato a due anni e mezzo (di cui 10 mesi da scontare) per tentato omicidio intenzionale, ma dopo otto giorni è stato rilasciato

Freddy Nock (Keystone)
23 dicembre 2019
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Scontenta tutti la condanna in primo grado di Freddy Nock a due anni e mezzo di prigione da parte del Tribunale distrettuale di Zofingen (Argovia) per aver cercato di uccidere la moglie. Sia il Ministero pubblico, che chiedeva per il funambolo 55enne sette anni e mezzo di carcere, sia la difesa, che domandava l'assoluzione, hanno deciso di impugnare la sentenza e ricorrere in appello. La procura argoviese ha comunicato oggi di voler leggere le motivazioni scritte della sentenza. Dal canto suo, anche il legale dell'acrobata ha indicato all'agenzia Keystone-ATS di aver presentato ricorso.

Un'inferno

Il Ministero pubblico si era mosso in seguito a una denuncia della consorte, per fatti che risalgono agli anni 2008, 2013 e 2014. Ha incriminato Nock per una serie di accuse che comprendono anche la ripetuta esposizione a pericolo della vita altrui e le tentate lesioni personali, rimproverandogli di aver reso la vita della donna un inferno. L'11 dicembre la corte di prima istanza ha riconosciuto colpevole l'uomo di tentato omicidio intenzionale, lasciando cadere gli altri capi d'accusa. Secondo la sentenza, Nock deve scontare dietro le sbarre 10 mesi, mentre i rimanenti 20 sono sospesi con la condizionale per un periodo di prova di due anni.

Niente rischio di fuga e recidiva

Per l'imputato era scattata la carcerazione di sicurezza. Tuttavia, otto giorni dopo la condanna, è stato rilasciato: la commissione dei ricorsi del Tribunale cantonale è arrivata alla conclusione che non esiste un rischio di fuga e di recidiva. La difesa di Nock puntava all'assoluzione. A suo avviso, gli episodi di violenza nei confronti della moglie non sono dimostrati e l'intenzione di uccidere è un'invenzione della procura. Per la corte le dichiarazioni della donna sono invece credibili, autentiche e senza contraddizioni. Secondo la ricostruzione, Nock avrebbe premuto con entrambe le mani un cuscino sul volto della moglie - oggi 44enne - per soffocarla e quando questa si è finta morta l'avrebbe colpita più volte con pugni al viso. In un'altra occasione, l'avrebbe sollevata sulla ringhiera delle scale di casa, minacciandola di farla cadere.
 
 

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