Grigioni

Il Pizzo Cengalo è tornato a muoversi, ma 'non c'è pericolo'

Piccolo crollo di massi sulla montagna che diede origine a una delle frane più massicce degli ultimi 130 anni in Svizzera

Quando il Cengalo era osservato a vista - Era il 13 settembre 2017 (Keystone)
14 agosto 2019
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Intorno alle 13.00 di oggi si è verificato un piccolo crollo massi dal Pizzo Cengalo. Lo confermano le autorità comunali della Bregaglia all'agenzia Keystone-ATS, chiarendo che non si rileva al momento una situazione di pericolo.

I movimenti di roccia sono stati filmati da Soglio, dichiara la sindaca del Comune di Bregaglia Anna Giacometti, che rassicura sulla situazione: «Si tratta di un piccolo crollo che al momento non desta preoccupazione. Siamo comunque in attesa di ulteriori dettagli dagli esperti che stanno valutando i dati degli apparecchi di misurazione e potremo fornire informazioni più precise a breve».

"I movimenti vengono monitorati. La situazione è sotto controllo", scrive il Comune di Bregaglia in un breve comunicato stampa divulgato nel pomeriggio.

«Gli esperti confermano che si tratta di movimenti che rientrano nella normale attività di una montagna, come si verifica regolarmente altrove», ribadisce Giulia Giovanoli, segretaria del Comune di Bregaglia, e aggiunge che ulteriori comunicazioni seguiranno solo se necessario.

La frana del 23 agosto 2017

Dal Pizzo Cengalo il 23 agosto del 2017 si staccò una frana che risultò essere una delle più massicce avvenute in Svizzera negli ultimi 130 anni. Otto escursionisti persero la vita. Le successive colate di detriti e fango provocarono ingenti danni e gravi disagi al villaggio di Bondo e ai vicini abitati di Promontogno, Spino e Sottoponte. I danni alle costruzioni sono stati successivamente valutati in circa 41 milioni di franchi.

Il Comune di Bregaglia stima che, nel periodo 2019-2023, i costi per la ricostruzione delle infrastrutture, per le misure di protezione, nonché per nuovi ponti, strade e sentieri escursionistici ammonteranno a circa 30 milioni di franchi.

La colletta avviata dagli enti assistenziali e dal Comune ha raccolto ad oggi donazioni per oltre 14 milioni di franchi attraverso quattro canali: la Catena della solidarietà, il Conto donazioni del Comune, il Patronato svizzero per comuni di montagna e la Caritas Svizzera.

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