(Ti-Press)
Svizzera
10.06.2019 - 17:550

Nella 'lista grigia' almeno fino a ottobre

La Svizzera è un paradiso fiscale a termine. I ministri delle finanze dell'Unione europea si pronunceranno solo a luglio

Berna – Dopo il ‘sì’ popolare al progetto Riforma fiscale e finanziamento dell’Avs (Rffa), approvato in votazione lo scorso 19 maggio, la Svizzera dovrebbe essere stralciata dalla lista grigia dei paradisi fiscali. È quanto aveva promesso l’Unione europea (Ue), ma la questione al momento non figura all’ordine del giorno della prossima riunione dei ministri europei delle finanze, in programma venerdì in Lussemburgo.
Lo scorso 19 maggio, in seguito all’approvazione della riforma, il presidente della Confederazione Ueli Maurer aveva chiesto la cancellazione della Svizzera dalla lista grigia, poiché Berna dispone ora di un sistema fiscale compatibile con gli standar Ocse e dell’Ue. Secondo la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (Sfi), lo stralcio sarebbe dovuto avvenire “più in fretta possibile”.
L’Ue a fine 2017 aveva stilato una ‘lista nera’ e una ‘lista grigia’ dei paradisi fiscali: la prima riguardava i Paesi non cooperativi in materia fiscale, mentre la seconda era destinata agli Stati che avevano promesso di apportare alcune modifiche a livello fiscale, tra cui la Confederazione.
Nonostante le promesse iniziali, attualmente la Svizzera figura ancora sulla lista grigia e i ministri delle finanze dell’Unione europea non tratteranno a breve la questione. Diversi diplomatici europei hanno indicato all’agenzia Keystone-Ats che ciò non è legato a questioni politiche – ad esempio l’accordo quadro istituzionale – ma piuttosto a ragioni puramente procedurali.
Lo stralcio dalla lista grigia deve infatti essere prima proposto dal gruppo di lavoro dell’Ue per le questioni fiscali, il quale si è riunito lo scorso 20 maggio, all’indomani della votazione sulla Rffa in Svizzera. In quell’occasione, il gruppo di lavoro si è limitato a prendere conoscenza dell’esito della votazione, ha spiegato un diplomatico. La nuova legge deve entrare in vigore nella Confederazione prima che l’Ue possa agire.
Secondo la Sfi, il Consiglio federale dovrebbe fissare l’entrata in vigore della Rffa per il primo gennaio 2020. Se la data dovesse essere comunicata entro fine luglio, il gruppo di lavoro dell’Ue potrebbe chiedere l’eliminazione della Svizzera dalla lista grigia in occasione della riunione in programma il prossimo 5 luglio. A causa della pausa estiva i ministri Ue non si pronunceranno prima di ottobre.

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