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20.02.2019 - 06:00
di Stefano Guerra

‘Svolta vera, non di facciata’

L’Alra scrive ai parlamentari ticinesi del Plr e a Petra Gössi. La presidente Katya Cometta spiega perché

«Il tema ambientale sta esplodendo nelle mani del partito, anche in Ticino». Katya Cometta, presidente dell’Associazione liberale radicale per l’ambiente (Alra), dice la sua sulla ‘svolta verde’ nel Plr annunciata nei giorni scorsi da Petra Gössi (cfr. sotto). Già vicepresidente del Partito liberale radicale ticinese (2003-2010), dal 2010 presidente dell’Associazione per la scuola pubblica del cantone e dei comuni, Cometta spera in un impegno duraturo del partito nazionale (e ticinese) in quest’ambito, un impegno che vada al di là delle elezioni federali di ottobre. L’Alra negli scorsi giorni ha scritto una lettera in questo senso ai parlamentari ticinesi del Plr a Berna e alla stessa Gössi.

Il Plr non si opporrà né alla tassa sui biglietti aerei né a obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni e avvierà un dibattito al suo interno sulla politica climatica. Katya Cometta, come ha accolto le parole della presidente Petra Gössi?

Bene, ovviamente. Non posso che rallegrarmi del fatto che all’interno del partito si riconosca l’esistenza di temi come la protezione dell’ambiente e il riscaldamento climatico. Poi... certo: tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E il mare è pieno di scogli, scogli belli grossi, oltre Gottardo ma anche in Ticino. Il Plr è un partito che si è sempre concentrato sull’economia, di ambiente non si è mai occupato molto. È stato tralasciato tutto l’aspetto dell’economia sostenibile, che rappresenta un filone di crescita dell’economia stessa. Però adesso il tema ambientale sta esplodendo nelle mani del partito, anche in Ticino.

In che senso?

Come Alra abbiamo scritto proprio in questi giorni ai deputati Plr a Berna [il ‘senatore’ Fabio Abate e i consiglieri nazionali Giovanni Merlini e Rocco Cattaneo, ndr] e alla presidente Gössi, auspicando una svolta vera e non di facciata. Il tema non va richiuso in un cassetto una volta passate le elezioni. Nella popolazione la sensibilità sta crescendo: basti pensare alle manifestazioni dei giovani per il clima; o al successo ottenuto di recente dall’iniziativa [‘contro la dispersione degli insediamenti', ndr] dei Giovani Verdi in diversi comuni del Mendrisiotto. Ecco, se i cittadini arrivano al punto di dire ‘sì’ a un’iniziativa così estrema, vuol dire che sono esasperati, che non ne possono più.

Anche il Partito liberale radicale ticinese è latitante, a suo parere?

Sì, certo: purtroppo sì. Buone idee nascono, per lo più in tempi elettorali, e poi vengono abbandonate. Manca continuità. Perché il lobbismo dell’economia resta forte. Invece serve lungimiranza, maggior rispetto per le aspettative dei cittadini esasperati.

L’Alra ha dato solo sporadici segni di vita negli ultimi anni...

Sì. La scelta mia, da donna di partito, è stata di restare tranquilla in attesa di tempi migliori. Abbiamo continuato a offrire collaborazione a chi ce lo chiedeva. E continuiamo a collaborare con diverse istanze, come l’Iniziativa delle Alpi. Lo facciamo per conto nostro, senza l’intervento del partito. Ogni tanto qualcuno all’interno del Plrt ci chiede di prendere posizione su determinati temi, ma poi non si va molto lontano. Non dispero, comunque.

Questi tempi migliori nel Plr sono finalmente arrivati, almeno Oltralpe?

Prenda Mendrisio. Il nuovo sindaco Samuele Cavadini [Plr, ndr] ha costruito la sua campagna – una campagna il cui successo all’inizio pareva impossibile – in buona parte sul tema ambientale, un tema molto sentito nel distretto. E alla fine anche grazie a questo ha vinto in un feudo del Ppd. Forse Petra Gössi ha capito che anche il Plr deve leggere questi segnali provenienti dalla popolazione e andare in questa direzione. Adesso speriamo che pure gli altri nel partito lo capiscano, ma immagino che le resistenze saranno forti.

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