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Ticino
26.03.2019 - 06:000

Caprara: ‘Sull'ambiente c'è anche la voce del Plr’

Dopo la perdita di un seggio in governo in favore dei Verdi in Canton Zurigo: ‘Oltre alle parole ci vogliono i fatti, e noi con pragmatismo ci siamo’

«Non è sufficiente che una proposta abbia un’etichetta ‘eco’ perché sia buona a prescindere». Per Bixio Caprara, presidente del Plr, anche dopo la perdita di un seggio in governo a favore di un candidato dei Verdi alle elezioni in Canton Zurigo di domenica, il discorso non cambia: «Siamo tutti preoccupati per l’ambiente, ma la politica si fa con approfondimenti e ragionamenti, non con degli slogan. Soprattutto se vicini a delle elezioni».

Sì, ma nel partito che aria tira? È recente la presa di posizione dell’Associazione liberale radicale per l’ambiente (vedi edizione del 20 febbraio), con la quale, dopo la ‘svolta green’ annunciata dalla presidente nazionale Petra Gössi, è stata chiesta al partito “una svolta vera, non di facciata”.

Proprio stamattina (ieri, ndr) è stata lanciata un’ampia consultazione, che coinvolgerà 120mila aderenti del nostro partito in tutta la Svizzera su temi, posizionamenti e quesiti nell’ambito della politica ambientale. Con l’obiettivo di capire e individuare quali possono essere gli indirizzi principali. Un’ottima idea, che ho sostenuto attivamente.

D’accordo, ma il tema è molto sentito anche in Ticino. Come si posiziona, qui, il vostro partito?

Guardi, gli ultimi aggiornamenti dei piani dei trasporti pubblici hanno visto rapporti commissionali firmati per quello del Locarnese dal vicepresidente Nicola Pini, e per quello del Bellinzonese dal sottoscritto. Dopo le parole, giuste, bisogna passare ai fatti. E al riguardo, mi sembra ci sia tanta gente che parla ma poi in concreto lavora poco. Credo si debba riconoscere che come Plr ci siamo impegnati a portare avanti, approfondire questi temi senza perdere troppo tempo. Con atti concreti, che dimostrano da parte nostra sensibilità e voglia di fare. Superando alcuni aspetti un po’ ideologici.

Ideologici? In che senso?

Non è sufficiente che una proposta abbia un’etichetta ‘eco’ perché sia buona a prescindere, sarebbe un atteggiamento molto scorretto. Bisogna avere lo stesso atteggiamento qualsiasi argomento si affronti: essere critici, costruttivi per cercare di capire se la proposta, qualsiasi essa sia, risponde a un interesse generale e risponde a questi bei principi che tutti, apparentemente, sottoscrivono.

Ultimamente i temi forti sono stati deflussi minimi e auto elettriche, e il dibattito anche al vostro interno è stato serrato.

Quando sono in ballo soldi pubblici, e parlo del credito per le auto elettriche, è giusto chiedersi come vengono usati. Non ne abbiamo fatto una crociata, ma era auspicabile che questo contributo venisse prioritariamente orientato verso la sostituzione del parco veicoli. Un altro tema importante e banalizzato è quello dell’aumento dei deflussi minimi. Sono stati decisi 80 milioni di credito quadro per la rinaturazione del fiume Ticino, e l’aggiornamento della centrale del Ritom, con un investimento di 250/300 milioni. Non è ambiente, questo? L’aumento del 4% dei deflussi minimi ridurrà la produzione di idroelettrico, che compenseremo con energia fossile o d’importazione, sicuramente non idroelettrica. Chiaro che la nostra è una posizione più complicata da spiegare, ma è il nostro lavoro: è la politica.

Temete che su questo tema, e sulla scorta di quanto accaduto a Zurigo, nell’alveo del ‘centrodestra’ ci sia un’erosione di voti dal vostro partito ad altri movimenti, come ad esempio i Verdi liberali?

Non sono un indovino, ma so che nessuno come il Plr si è mosso per il completamento di AlpTransit fino al confine. E so che abbiamo in lista tante persone che, con l’approccio che le ho descritto, sono attente alle questioni ambientali, Un approccio liberale radicale, non frutto di ricette preconfezionate.

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