
Una ricerca condotta tra il 2015 e il ’17 dalla Scuola universitaria professionale di lavoro sociale di Friborgo presso i giovani contraddice l'ipotesi di una gioventù senza freni e mette in mostra la diversità delle esperienze vissute a quell’età. I risultati dicono che le transazioni sessuali (rapporti dietro pagamento o regalie) sono rare tra i giovani, i quali le associano in larga misura a pratiche trasgressive per le quali esprimono disapprovazione.
I risultati della ricerca contraddicono la tesi di una banalizzazione della sessualità dei giovani e/o di una loro ipersessualizzazione, apparentemente dettate dalla tirannia della pornografia. Sebbene la sessualità costituisca effettivamente una dimensione importante nella loro vita, in particolare per i giovani più grandi di età, essi sono ben lungi dal banalizzarla. Peraltro, il modo talvolta impetuoso o persino provocante con il quale i giovani si esprimono sulla sessualità contrasta con la sensibilità, il pudore e talvolta persino il candore con cui evocano le loro esperienze e con l'importanza che conferiscono alle implicazioni affettive, relazionali e identitarie legate alla sessualità. D'altronde, la prima reazione della maggior parte dei partecipanti al sondaggio è quella di affermare che non si identificano con le transazioni sessuali e non le approvano, poiché le associano in larga misura a pratiche trasgressive e stigmatizzate come la prostituzione, la droga e la pornografia.
Analizzandole sulla base delle testimonianze dei giovani che le hanno sperimentate, le transazioni sessuali sorprendono per la loro diversità. La logica «professionale» spesso associata a questi scambi (figura prostituzionale), non ne rappresenta che una in mezzo ad altre: sia il sentirsi in debito sia il riconoscimento sono altrettante chiavi di lettura indispensabili per comprendere queste dinamiche.