
La Confederazione prende misure per far fronte al pericolo delle bombe "sporche", ovvero confezionate con sostanze radioattive. Dogane e aeroporti dall'inizio del prossimo anno dovrebbero essere dotati di moderni dispositivi di sicurezza per segnalare la presenza di materiali radioattivi.
"Gli apparecchi sono mobili e non occupano molto spazio. Inoltre potrebbero essere utilizzati anche in altri luoghi, ad esempio all'entrata di uno stadio di calcio o di una grande manifestazione", ha indicato oggi all'ats Emmanuel Egger, responsabile per le questioni nucleari al Laboratorio Spiez (situato nell'omonimo comune bernese) dell'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP), confermando un'informazione della Neue Zürcher Zeitung (NZZ).
Il laboratorio dispone inoltre di un veicolo dotato di un apparecchio simile, che viene impiegato in collaborazione con la polizia e le autorità doganali per individuare eventuali contrabbandieri. Al momento non è previsto l'acquisto di altri dispositivi. Grazie ai due in dotazione, controlli integrali dovrebbero essere assicurati per cinque fino a sette anni, rileva Egger.
"L'idea è quella di impedire l'introduzione in Svizzera di una bomba sporca o di materiale radioattivo che potrebbe servire alla sua costruzione", sottolinea Egger. Una bomba "sporca" non è comunque una bomba atomica, ma un ordigno esplosivo che contiene sostanze radioattive che si disperdono nell'ambiente al momento dell'esplosione.
Egger stima che "un tale attacco in Svizzera sarebbe possibile". Tuttavia nel mondo non si è finora registrato nessun attentato con bombe "sporche", anche se molti di questi sarebbero stati sventati dai servizi di intelligence. (Ats)