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ATLETICA
laR
 
03.08.2021 - 08:27
Aggiornamento : 14:43

I giorni di gloria della velocità rossocrociata

Enrico Cariboni analizza il momento dell'atletica svizzera, ponendo l'accento sulle prove di Ajla Del Ponte e di una Mujinga Kambunji in finale anche nei 200

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Dopo il sesto posto nei 100 metri, Mujinga Kambundji si è assicurata anche la finale dei 200, in programma oggi alle 14.50 ora svizzera. Alzi la mano chi avrebbe ritenuto realizzabile, anche solo qualche anno fa, il sogno di portare due velociste alle Olimpiadi e di piazzarle tra le migliori otto al mondo. Nel corso degli ultimi decenni, l’atletica rossocrociata ha conosciuto un progresso che in pochi potevano ipotizzare e del quale adesso si inizia a raccogliere i frutti. Le delusioni sono sempre dietro l’angolo, come l’eliminazione in semifinale di Lea Sprunger nei 400 ostacoli o quella di Angelica Moser nelle qualificazioni del salto dell’asta (concorso penalizzato dal diluvio caduto sullo stadio Olimpico di Tokyo), ma questi sono momenti che fanno parte della vita di uno sportivo e che, di norma, servono da sprone per un futuro miglioramento (non per la vodese, che al Galà dei Castelli scriverà l’ultimo capitolo di una brillante carriera). Nel complesso, la salute dell’atletica rossocrociata è più che buona, con la velocità che la sta facendo da padrona…

«Per lo meno, in campo femminile, perché tra i ragazzi siano un po’ fermi – commenta Enrico Cariboni, responsabile tecnico del Galà dei Castelli, allenatore del Gab ed ex mezzofondista –. A livello femminile, per contro, le prestazioni sono state eccezionali, a prescindere dal risultato di Mujinga nella finale. Seguendo l’atletica anche a livello giovanile, da qualche anno si palesava una sensibile crescita, ma credo che nessuno si aspettasse un’esplosione come quella degli ultimi giorni. Per la piccola Svizzera, avere due atlete nella finale dei 100 è un risultato fuori di testa. E alle spalle di Mujinga e Ajla stanno crescendo nuovi nomi. Magari non raggiungeranno il loro livello, ma è comunque il sintomo di un movimento sano. Sono diversi i fattori alla base di questi risultati. In primo luogo, ovviamente, la possibilità di avere a disposizione due talenti di questa caratura: ma anche la loro capacità di evitare infortuni gravi, la presenza di tecnici in grado di farle crescere con intelligenza, senza dimenticare l’eccezionale resilienza delle due ragazze. Tutti fattori che si sono amalgamati in quella che si può definire un tempesta perfetta. E non dimentichiamo Salomé Kora, uscita nei 100 metri, ma che darà un contributo importantissimo nella 4x100».

Il merito dei risultati ottenuti va in primo luogo a Del Ponte e Kambundji, ma le buone condizioni di salute dell’atletica svizzera sono pure frutto del lavoro di Swiss Athletic… «Dopo gli Europei 2014 di Zurigo, la federazione ha lavorato in modo eccellente. Ciò dimostra l’importanza dell’organizzazione di un grande evento: ha portato interesse per l’atletica, gli sponsor si sono mossi, molti giovani si sono avvicinati a questo sport facendo aumentare la possibilità di scovare talenti. A Tokyo, Swiss Athletic ha portato trenta ragazzi e ragazze, quando nel 2004 ad Atene erano soltanto in sette. E non stiamo parlando soltanto di quantità, ma, come dimostrato, soprattutto di qualità».

‘Saranno i 200 più veloci della storia’

Dopo le emozioni vissute sabato nei 100 metri, oggi è atteso il bis sulla distanza doppia. Mujinga Kambundji si è qualificata con il record svizzero eguagliato (22”26”) sia in batteria, sia in semifinale… «È andata benissimo. Farà parte di quella che potrebbe essere la finale più veloce della storia, in grado di far tremare addirittura il record del mondo di Florence Griffith-Joyner (21”34). Per salire sul podio bisognerà correre sotto i 22” e per Mujinga non sarà evidente. Molto dipenderà dalla corsia nella quale verrà inserita e da come saprà gestire l’avvicinamento alla gara. Le due giamaicane (Fraser-Pryce e Thompson-Herah, ndr) sono le più forti, ma alle loro spalle tutto sembra possibile. Sono convinto che, comunque vada, Mujinga non sarà molto lontana dal podio».

‘Ricky, un futuro da fenomeno’

Ajla Del Ponte è balzata agli onori della cronaca con il suo quinto posto nei 100 metri, ma non era l’unica ticinese impegnata sull’anello dello stadio Olimpico. Ricky Petrucciani, 21 anni, ha corso la semifinale dei 400 ostacoli, chiusa al sesto posto con il tempo di 45”26 (14.mo posto finale). Il suo primato personale (45”02) non sarebbe stato sufficiente per raggiungere la finale (l’ultimo ripescato ha chiuso in 44”62), ma il ticinese è comunque soddisfatto… «Non è arrivato il record svizzero (44”99 di Mathias Rusterholz, ndr), ma ho corso una semifinale alla mia prima Olimpiade. Torno a casa con il sorriso sulle labbra, anche perché so che tra una anno agli Europei potrò puntare a una medaglia. E di Olimpiadi spero di poterne fare almeno un altro paio...».

Enrico Cariboni condivide la soddisfazione di Petrucciani… «Era l’atleta più giovane in semifinale e ha chiuso al terzo posto tra gli europei. Per lui, un risultato impensabile fino a otto mesi fa. La sua progressione è stata incredibile e il margine di miglioramento è ancora ampio. Se riesce a rimanere al riparo dagli infortuni, ha davanti a sé una carriera da fenomeno. A Parigi 2024 avrà 24 anni e allora potremmo vederne delle belle. Può migliorare sotto tutti gli aspetti, dalla muscolatura alla tecnica di corsa. Possiede ampi margini, eppure è già arrivato a disputare una semifinale olimpica...».

‘Agli Europei divertimento assicurato’

Torniamo brevemente su Ajla Del Ponte. Per chi, come Enrico Cariboni, da una vita dedica tempo e risorse a questo sport, prima come atleta, poi da tecnico e da organizzatore di eventi, vedere una ticinese ai blocchi di partenza della prova regina ha fatto salire il cuore in gola… «E, oltretutto, poterla ammirare dal vivo allo stadio! Il suo quinto posto equivale a una medaglia, ha portato a termine una prova eccezionale. E pensare che, se fosse partita un po’ meglio, avrebbe potuto puntare addirittura al quarto posto. Ajla è ancora giovane e al momento non ha raggiunto l’apice della carriera, possiede ulteriori margini di miglioramento. E lo stesso discorso vale per Mujinga, nonostante un’età che l’avvicina ai trent'anni. Una cosa è certa: agli Europei 2022 di Monaco ci divertiremo».

Ma prima di pensare agli impegni della prossima stagione, c’è un’Olimpiade da portare a termine. Con una 4x100 che, a questo punto, stuzzica e non poco… «Assolutamente. L’Olanda è in difficoltà a causa delle condizioni precarie di Dafne Schippers, la Gran Bretagna ha perso la Asher-Smith, la sua punta di diamante, e persino gli Stati Uniti non sembrano sui livelli abituali. Ce la possiamo giocare a viso aperto. Ma non dimentichiamo che la staffetta propone sempre la spada di Damocle del passaggio del testimone: basta un piccolo errore e addio sogni di gloria».

Le lacrime di Moser, la caduta di Morris

La serata dell’atletica è stata perturbata da un diluvio scatenatosi subito dopo la semifinale dei 400 di Ricky Petrucciani. Condizioni meteo che hanno fortemente perturbato la finale del disco e le qualifiche dell’asta, momentaneamente sospese. Asta che non ha portato fortuna ad Angelica Moser, uscita tra le lacrime con tre errori a 4,40 metri e ad Andrina Hodel, fermatasi a 4,25. Da segnalare l’infortunio occorso alla statunitense Sandi Morris, la cui asta si è spezzata, facendola cadere rovinosamente. Colpita al fianco, ha provato a riprendere la competizione, ma si è dovuta arrendere al dolore.

Reduce da una primavera tribolata (dal Covid a un infortunio al tallone d’Achille), Lea Sprunger, eliminata nella semifinale dei 400 ostacoli con il tempo di 55”12, non ha potuto nascondere la sua delusione… «È un sogno che se ne va. Avrei tanto voluto mettere la ciliegina sulla torta – ha commentato con le lacrime agli occhi –, purtroppo è andata male. Mi occorrerà del tempo per realizzare tutto quanto successo in questi ultimi due anni».

La vodese, che a Tokyo tornerà in pista con la 4x400, dopo le Olimpiadi ha in programma gli ultimi cinque appuntamenti: correrà, sui 400 o sui 400 ostacoli, a Berna, La Chaux-de-Fonds, Losanna (Athletissima), Zurigo (Weltklasse) e, infine, Bellinzona (Galà dei Castelli), dove scriverà l'ultimo capitolo della sua brillante carriera.

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