Nuoto

‘Già ora ogni decisione è presa in funzione di Los Angeles 2028’

Chiacchierata con Noè Ponti dopo le prime bracciate ufficiali dell'anno alla Swim Cup: ‘Quest'anno il grande obiettivo sono gli Europei di Parigi’

‘Penso di avere ancora molto da dare a questo sport’
(Keystone)
16 marzo 2026
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Lasciatosi alle spalle un'annata eccezionale, Noè Ponti è pronto a riprendere la sua missione e andare a caccia di medaglie anche nel 2026. E lo fa guardando con fiducia a ciò che i prossimi mesi gli riserveranno, pensando già anche alle Olimpiadi di Los Angeles del 2028.

Lo avevamo lasciato lo scorso a dicembre a Lublino, quando ai Campionati europei in vasca corta aveva lasciato il segno. In Polonia aveva concluso la kermesse continentale con tre medaglie d'oro (50 e 200 metri delfino e 100 misti) e una d'argento (100 delfino) al collo. Un finale in bellezza di un 2025 che già gli aveva regalato parecchie altre soddisfazioni, su tutte i due titoli di vicecampione mondiale (50 e 100 metri delfino) conquistati nella vasca olimpionica a Singapore.

Lo ritroviamo reduce da un weekend che ha segnato il suo ritorno alle attività ufficiali, dopo diversi mesi di intensi allenamenti, nell'ambito della Swim Cup di Losanna. Dove, fra i 400 nuotatori che hanno animato la competizione vodese, fra cui diversi medagliati alle Olimpiadi di Parigi, il ticinese era una delle star più attese. Per Noè Ponti, la Swim Cup rappresentava dunque un ottimo banco di prova per capire il suo stato di forma attuale. «A Losanna mi sono presentato con l'obiettivo di ritrovare il ritmo e le sensazioni della competizione, visto che questo era il mio primo appuntamento agonistico dell'anno», racconta il gambarognese. Nel suo ‘menu’ nella vasca olimpica di Meyrin c'erano 50 e 100 metri delfino, ma non i 200 metri delfino, distanza che aveva saggiamente deciso per il momento di lasciare in disparte l'estate scorsa dopo i risultati non troppo entusiasmanti ottenuti ai Mondiali di Fukuoka (2023) ai Giochi parigini (2024).

A Parigi per puntare a una medaglia

Questa prima uscita gli è servita in particolare per farsi un'idea delle sue condizioni in vista dei prossimi Campionati europei (10-16 agosto), «che rappresentano il principale obiettivo stagionale. Il mio intento è quello di presentarmi a Parigi (dove si svolgerà la rassegna continentale, ndr) in ottima forma», sottolinea, prima di rivelare quella che è la sua legittima ambizione: «Vorrei tornare a casa con qualche medaglia».

Due volte medaglia d'argento ai Mondiali di Singapore la scorsa estate, Noè Ponti ha confermato, quattro anni dopo il bronzo olimpico che lo aveva fatto conoscere al grande pubblico (nel 2021 a Tokyo), di non essere solo un nuotatore da vasca corta. Ha decisamente cambiato dimensione, scalando le gerarchie planetarie fino a diventare rispettivamente il sesto e il nono miglior nuotatore di tutti i tempi nei 50 metri e nei 100 metri delfino.

Malgrado tutto ciò, è convinto che ci sia ancora un lieve margine di miglioramento: «Sono vicino al massimo, per cui ora si tratta di guadagnare qualche centesimo qua e là». Già, ma come? «Allenandomi di più e meglio, tanto in acqua quanto in palestra. Aumentando i carichi, modificandoli: c'è sempre qualcosa da aggiustare. Se lavoro bene, fisicamente e mentalmente, sono sicuro di poter migliorare ancora».

I Cinque Cerchi già nel mirino

Sebbene stia già performando a un livello mai raggiunto prima da un nuotatore svizzero, Noè Ponti non ha sicuramente ancora raggiunto l'apice della sua carriera. Il suo obiettivo è chiaro: sfruttare i prossimi due anni per perfezionare la sua tecnica in vista delle Olimpiadi del 2028. «Los Angeles è il grande obiettivo – conferma il gambarognese, che avrà 27 anni ai Giochi di Los Angeles, cui di certo si presenterà con la voglia di prendersi una rivincita dopo le delusioni di Parigi 2024 –. Ovviamente bisognerà mantenersi in buona salute e arrivare lì nella migliore forma possibile, ma già adesso, tutte le decisioni che prendiamo sono in funzione dell'appuntamento con i Cinque Cerchi». Noè Ponti dovrà dunque mantenere alta la motivazione per affrontare ancora lunghe ore di allenamento: una prospettiva che, ogni buon conto, non lo preoccupa più di tanto. «Come in tutti i mestieri, ci sono giorni in cui si ha voglia di andare a lavorare, e altri in cui è più difficile – ammette –. Ma nel complesso, ho ancora tantissima voglia e penso di avere ancora molto da dare a questo sport».