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22.07.2021 - 16:44
Aggiornamento: 23.07.2021 - 23:47

La Svizzera gioca la prima carta con Marc Hirschi

Sabato la prova in linea, con il bernese tra i principali outsider su un percorso molto duro (4'800 metri di dislivello). Tra i favoriti, Van Aert, Roglic e Pogacar

Potrebbe essere sabato il giorno della prima medaglia elvetica ai Giochi 2020. Con Marc Hirschi e Gino Mäder, la Svizzera possiede due frecce con le quali fare centro nella prova in linea di ciclismo (arrivo verso le 11.00). Il percorso del Fuji, molto duro con i suoi 234 km, le sue quattro salite e un dislivello da tappa alpina (oltre 4’800 metri), sembra tagliato su misura per scalatori e atleti scattanti e capaci di reggere ottimamente in salita. E sarebbe buona cosa se il candidato possedesse uno spunto veloce, in quanto prima della linea del traguardo sul circuito automobilistico di Fuji, vi saranno 17 km di pianura, per cui un arrivo in solitaria non è scontato. Un percorso che avrebbe fatto le fortune del campione del mondo Julian Alaphilippe e di Mathieu van der Poel. Ma il francese ha rinunciato a partecipare ai Giochi per dedicarsi al figlio nato in giugno, mentre l’olandese si concentrerà sulla prova di mountain bike in programma lunedì.

Medaglia di bronzo iridata un anno fa a Imola, Marc Hirschi nutre ambizioni di podio, nonostante i guai fisici ereditati dalla caduta nel primo giorno del Tour de France… «Quando alzo il braccio per vestirmi ho ancora dei dolori, mentre se mi addormento appoggiato su quella spalla, il dolore diventa un fastidio. Non sono al 100%, ma sto migliorando di giorno in giorno – ha affermato il bernese in conferenza stampa –. Sto recuperando dal viaggio e dal jet-lag. E mi sto abituando pure al caldo. L’umidità è pazzesca, per cui sabato bisognerà trovare il modo per raffreddarsi, ad esempio con dei cerotti refrigeranti. E, va da sé, bere moltissimo».

Il vincitore della Freccia vallone 2020 sa cosa aspettarsi… «Duecentoquaranta chilometri con questo caldo rendono il percorso brutalmente difficile per tutti. La gara entrerà probabilmente nel vivo sulla penultima salita, il Fuji (15 km al 6%). Lì ci saranno certamente degli attacchi. Dopo di che, ci sono due giri del circuito, dove penso che molti piloti cercheranno di arrivare all'ultima grande salita con un piccolo vantaggio».

Dopo aver affrontato il Doushi Road, seguito subito dal Kagosaka Pass, il Fuji Sanroku porterà i corridori al punto più alto (1’451 m s/m). La quarta salita in programma, dopo 201 km, sarà anche la più difficile: il Mikuni Pass, infatti, misura 6,5 km al 10,6% con punte al 22%. Subito dopo, l’ultima ascesa sarà di nuovo il Kagosaka Pass (2,2 km al 4,7%)…. «La salita di Mikuni è davvero molto difficile e i favoriti attaccheranno senza ombra di dubbio».

Marc Hirschi e Gino Mäder, uscito bene dal Tour de Suisse dove ha vinto l’ultima tappa, il Circuito delle Alpi, potranno appoggiarsi sul lavoro di Michael Schär e Stefan Küng, anche se l’iniziativa spetterà senza dubbio alle squadre dei principali favoriti: il Belgio (con Wout van Aert, Remco Evenepoel e il campione uscente Greg van Avermaet), la Gran Bretagna (Tao Geoghegan Hart, Geraint Thomas, Adam e Simon Yates), o la Slovenia (Tadej Pogacar, Primoz Roglic)... «Tadej è sicuramente da annoverare tra i favoriti – conferma Hirschi, suo compagno di squadra alla Uae Emirates –. Ma penso che siano non meno di 20 i corridori in grado di imporsi. E su questo tipo di percorso, Tadej non è imbattibile».

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