Tennis

Rybakina si prende la corona dell'Us Open e il trono della Wta

A New York la kazaka va fino in fondo: la kazaka sconfigge Aryna Sabalenka nell'ultimo e si regala il terzo Slam

La gioia della kazaka
(Keystone)
13 settembre 2026
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Elena Rybakina ha messo la ciliegina sulla torta. Già certa di issarsi per la prima volta sul trono delle gerarchie mondiali al prossimo aggiornamento delle classifiche in virtù della qualificazione alle semifinali dell'Us Open, la 27enne kazaka ha completato l'opera a Flushing Meadows regalandosi il suo terzo Slam, il primo in terra statunitense. Lo ha fatto imponendosi con il punteggio di 6-4 5-7 6-2 a spese di Aryna Sabalenka, duplice campionessa in carica a New York e ormai ex numero 1 al mondo e che già aveva battuto in gennaio nell'ultimo atto degli Australian Open.

Elena Rybakina, che aveva conquistato il suo primo Slam sull’erba di Wimbledon nel 2023, ha saputo riprendersi alla perfezione dopo aver perso il secondo set. Ha strappato il servizio già nel terzo game del terzo set, chiudendo la partita sul 5-2 con il servizio a suo favore. La kazaka non ha vacillato nel momento decisivo, mettendo a segno il dodicesimo ace e aggiudicandosi la partita in 2 ore e 21 minuti.

Frustrata nel finale, Aryna Sabalenka chiuderà quindi la stagione 2026 senza alcun titolo importante, dopo essere stata eliminata nei quarti di finale al Roland Garros e negli ottavi di finale a Wimbledon. La bielorussa, che occupava ininterrottamente il primo posto nella classifica mondiale dal 21 ottobre 2024, non vince un titolo dalla doppietta di Indian Wells e Miami di questa primavera.

La prima volta oltre gli ottavi di finale

«Le partite contro Aryna sono sempre molto difficili, ho l’impressione che ci spingiamo a vicenda a dare il meglio dopo battaglie del genere – commenta la Elena Rybakina –. Vuoi sempre provare qualcosa di nuovo, cambiare il tuo gioco per migliorare. Non so cosa mi riserverà il futuro, ma spero in successo e in qualche vittoria in più». Prima di quest'anno, l'Us Open non le aveva invero regalato grandi soddisfazioni: mai, in precedenza, era andata oltre gli ottavi di finale: «Sono venuta qui per la prima volta dieci anni fa da junior e per me era già un posto incredibile. C'era così tanto rumore, era così diverso dagli altri luoghi. Per qualche motivo che non so spiegare, New York non era il posto in cui davo il meglio di me negli ultimi anni, ma ora le cose sono chiaramente cambiate».

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