A Wimbledon nel penultimo atto del tabellone maschile il serbo affronta l'italiano per la rivincita match giocato dell'Australian Open

Jannik Sinner contro di Novak Djokovic. La sfida ha tutte le caratteristiche di una finale anticipata e un'aria di rivincita. A poco più di cinque mesi dalla sensazionale vittoria del serbo sull'altoatesino nella semifinale dell'Australian Open, Nole e l'italiano si ritrovano venerdì nelle semifinali di Wimbledon.
Detentore del titolo, numero 1 al mondo e più giovane di 15 anni rispetto all’ex numero uno del circuito, Sinner parte favorito dai pronostici. Ma strappando martedì la vittoria contro Felix Auger-Aliassime al termine del quarto di finale più lungo nella storia del torneo (5h15‘), Djokovic ha ricordato quanto sia ancora affamato di quel 25esimo titolo record in un torneo del Grande Slam che a oltre 39 anni insegue senza sosta.
Non importa se ha avuto un inizio di torneo faticoso contro il cinese Wu Yibing (Atp 102) o se ha avuto un piccolo problema al polpaccio sinistro contro Auger-Aliassime: nei Major, «non si può mai escludere Novak Djokovic» dalla lista dei contendenti, afferma il tedesco Tommy Haas, ex numero 2 del mondo. La vittoria in cinque set di Djokovic a Melbourne, dopo cinque sconfitte consecutive contro Sinner, «gli ha dato moltissima fiducia», sostiene da parte sua l’ex tennista francese diventato consulente Fabrice Santoro. «Sinner sarà il favorito, ovviamente, ma per Novak è possibile. Tutti sanno che è fuori dal comune, capace di strappare una vittoria del genere», insiste l’ex membro della top 20 mondiale.
«Se Novak ha una possibilità di vincere il 25esimo titolo, è proprio sull’erba, qui a Wimbledon», dove il serbo ha già trionfato sette volte, aggiunge Sébastien Grosjean, semifinalista a Londra nel 2003 e nel 2004. Anche i campi in cemento dell’Australian Open, dove ha conquistato dieci titoli, gli si addicono bene. Ma dopo aver battuto Sinner in semifinale, Djokovic ha fallito in finale nell’ultima edizione contro l’altro gigante del circuito, lo spagnolo Carlos Alcaraz (2). La difficoltà di battere uno dopo l’altro i due migliori giocatori del momento è del resto il principale ostacolo che si frappone tra ’Nole' e la sua 25esima consacrazione, come ripete più volte lo stesso tennista.
A causa di un infortunio al polso destro, Alcaraz quest’anno è presente a Londra. Se dovesse battere Sinner, Djokovic affronterebbe in finale il numero 3 del mondo Alexander Zverev o la rivelazione britannica del torneo, Arthur Féry (114). Resta da vedere quante forze gli rimarranno venerdì dopo un quarto di finale estenuante. In Australia, «era il primo grande torneo dell’anno, ero arrivato più fresco», ha sottolineato Djokovic. Da allora, ha dovuto gestire un infortunio alla spalla destra alla fine dell’inverno e fare i conti con risultati deludenti sulla terra battuta.
Vincitore implacabile dei primi cinque Master 1000 della stagione, Sinner ha invece subìto un brusco crollo fisico nel caldo opprimente della prima settimana del Roland Garros.
Eliminato al secondo turno a Parigi mentre Alcaraz era già fuori dai giochi, il numero uno del circuito ha così perso una grande occasione per aggiudicarsi a Parigi l’unico titolo del Grande Slam che gli manca.
Arrivato a Londra senza aver disputato alcun torneo di preparazione sull’erba, Sinner ha avuto bisogno di cinque set per strappare la vittoria al primo turno di Wimbledon contro il serbo Miomir Kecmanovic (50). Da allora non ha più affrontato situazioni così critiche, ma non ha per questo dissipato tutti i dubbi. Con oltre 30 gradi previsti venerdì a Wimbledon, anche il caldo potrebbe giocare un ruolo determinante nell’esito della partita – anche se Sinner non è sembrato soffrire particolarmente le alte temperature martedì nei quarti di finale, dove ha eliminato in tre set il tedesco Jan-Lennard Struff (74).
Contro Djokovic, che ha battuto sei volte in undici scontri diretti, «ogni partita ha una sua storia», afferma l’italiano. «Ha vinto questo torneo così tante volte che saprà esattamente come affrontare» la semifinale. «Non vedo l’ora che arrivi!»
Nella seconda semifinale, «sarà ovviamente molto complicato» per Arthur Féry contro il recente vincitore del Roland Garros, sostiene Sébastien Grosjean. Ma «‘Sascha’ Zverev non ha mai vinto un torneo sull’erba» e Féry avrà il pubblico dalla sua parte, ricorda all’Afp il consulente di beIN Sports. Chiunque sia il vincitore, con questi due incontri in programma, «venerdì sarà in ogni caso un grande giorno!».