Tennis

Serena Williams, un ritorno e tanti punti interrogativi

Il comeback della statunitense sull'erba di Wimbledon, dopo quattro anni di assenza dai circuiti, suscita sentimenti opposti nel mondo della racchetta

Pronta a rimettersi in gioco anche nel singolare
(Keystone)
22 giugno 2026
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Quattro anni dopo aver lasciato il circuito, Serena Williams tornerà sui campi in erba di Wimbledon nel singolare all’età di 44 anni. Un ritorno piuttosto incredibile che sta elettrizzando il mondo del tennis, ma che solleva anche interrogativi sulla sua capacità di essere competitiva.

Incredibile, magico... Non sono mancati i superlativi nelle ore successive a ciò che si profilava già da settimane, con l’invito ufficiale degli organizzatori di Wimbledon per il torneo di singolare consegnato domenica alla leggenda dai 23 Slam vinti, già invitata sui campi londinesi nel doppio con la sorella Venus.

Fin da subito l’entusiasmo suscitato da questo annuncio è stato accompagnato da un interrogativo fondamentale: cosa potrà davvero dare sul campo Serena Williams? Torna con l’ambizione di vincere il torneo o semplicemente per ritrovare le emozioni della competizione che le mancavano tanto?

‘Non ho idea di cosa aspettarmi’

L’americana non disputa una partita di singolare nel circuito da quando è stata eliminata al terzo turno degli Us Open del 2022 contro Ajla Tomljanovic. Un’assenza estremamente lunga che potrebbe rivelarsi un ostacolo, vista l’esigenza del circuito – che Serena conosce fin troppo bene – sia dal punto di vista fisico che mentale.

Il suo ritorno all’inizio di giugno nel doppio aveva inevitabilmente suscitato l’entusiasmo di rivederla nel singolo, ma forse non così presto. Finora ha disputato solo tre partite di doppio: una al Queen’s al fianco di Victoria Mboko (prima che la canadese si infortunasse, ndr) e due a Berlino con Karolina Muchova, con un magro bilancio di una vittoria e una sconfitta. Non proprio abbastanza per trarne delle conclusioni...

«Giocare in doppio, a essere del tutto onesti, non è un riscaldamento per il singolo, è una cosa completamente diversa», ha ad esempio affermato nel suo podcast l’ex numero uno inglese Greg Rusedski, piuttosto scettico su questo ritorno. «Non ho idea di cosa aspettarmi (...). Bisogna vincere sette partite in due settimane durante un appuntamento del Grande Slam. Lei non ha nemmeno un torneo di preparazione...», ha ricordato l’ex numero 4 del mondo. «Sembra in ottima forma. Ma la vera prova sarà quando giocherà la sua prima partita. Come se la caverà? Contro chi giocherà? E se dovesse affrontare Sabalenka già al primo turno, la numero uno al mondo?», si è chiesto Rusedski.

Tuttavia, il passato di Serena, la sua personalità, la sua aura, non fanno pensare a un ritorno di facciata. Pochi giorni prima dell’annuncio di questo comeback, il suo ex allenatore, il molto mediatico Patrick Mouratoglou, aveva assicurato su Instagram che se fosse tornata nel singolare, non sarebbe stato «per essere mediocre, non è da lei».

Rientrare sul circuito a 44 anni, dopo quattro anni di assenza e dopo aver dato alla luce la sua seconda figlia? «No, non ha senso... Ma stiamo parlando di Serena. In passato ha già fatto cose incredibili (...). Niente è impossibile per Serena», aveva aggiunto colui che l’ha allenata dal 2012 al 2022.

‘È coraggiosa’

Se torna, «è per cercare di vincere il titolo», assicura all’Afp Stéphanie Foretz, ex numero 62 del mondo nel 2003 e ora allenatrice.

«È coraggioso da parte sua tornare dopo tanti anni di assenza. È difficile sapere se riuscirà a dare il meglio o meno. Ma se riuscirà a vincere una o due partite, la chiave sarà il recupero. È molto più complicato alla sua età», ha aggiunto la francese.

Una cosa è certa: la sua partecipazione a Wimbledon si preannuncia già come un momento storico per il tennis. «È positivo per il circuito Wta ed è positivo per il tennis in tutto il mondo», ha sintetizzato Rusedski.

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