Il tedesco fa sua la finale-maratona del Roland Garros con l'italiano: sul Philippe Chatrier finisce 6-1 4-6 6-4 6-7 (5/7) 6-1

Ci sono voluti 5 set e 4 ore e 16 minuti di gioco, ma alla fine ce l'ha fatta: Alexander Zverev doma la resistenza di Flavio Cobolli per fare suo quel torneo che, complice la prematura uscita di scena degli altri attesi protagonisti (su tutti Jannik Sinner) e la mancata partecipazione di Carlos Alcaraz, lo vedeva nei panni di favorito. Ci riesce però non senza sudare, e parecchio, al termine di una finale nella quale l'italiano gli dà parecchio filo da torcere. A 29 anni il tedesco fa così suo il primo titolo in un torneo del Grande Slam.
Il primo set fila via spedito e senza molta storia: Zverev parte subito forte e va a carpire d'entrata il servizio all'italiano, per poi confermare il break nel suo turno di battuta. Cobolli prova a reagire dimezzando lo scarto, ma il tedesco non molla la presa e su quel vantaggio trovato in avvio di confronto costruisce il cammino che lo porta a chiudere vittoriosamente la frazione dopo 39 minuti infilando altri quattro giochi consecutivi.
Sorretto da un buon servizio, Cobolli nel secondo set cresce in efficacia, opponendo migliore resistenza a Zverev. E la partita torna sui binari dell'equilibrio: i due marciano a braccetto fin sul 3-3, quando l'italiano fa vacillare le certezze del tedesco piazzando a sua volta il break, peraltro favorito da un doppio fallo e da un errore diretto di Zverev. È il game che a conti fatti segna le sorti del secondo set (durato complessivamente 54 minuti): a quel punto, infatti, sul centrale alla Porte d'Auteuil il vento sembra aver cambiato direzione, con l'italiano a dettare il ritmo degli scambi e il tedesco a cercare di difendersi. E sul 5-4 l'italiano ha l’opportunità di servire per pareggiare il conto dei set, cosa che concretizza alla prima occasione.
Zverev ritrova però il bandolo della matassa nel terzo set, riproponendo quel gioco aggressivo che gli aveva permesso di prendere subito il largo all'inizio del confronto. Manca l'occasione per prendere il largo nel quarto game, ma poi riprende a martellare colpi da fondo campo, facendo correre da un lato all'altro Cobolli come fosse la pallina di un flipper. Il tedesco si rivela però piuttosto falloso, cosa che non gli permette di fare la differenza. Di conseguenza il set marcia in perfetto equilibrio fino al nono game, quando Zverev trova il break che vale il terzo set, chiuso in 46 minuti.
Spalle al muro, in entrata di quarto set Cobolli va a carpire il servizio all'avversario per poi confermare il break al suo turno di battuta. Nel sesto game però Zverev restituisce lo sgarbo, rimettendo in equilibrio il set, salvo poi vanificare il tutto subito dopo, commettendo un paio di errori di troppo che gli costano nuovamente il turno al servizio. Con Cobolli che nel decimo game ha la grande occasione di portare la sfida al quinto set, ma Zverev a quel punto trova il colpo di reni per piazzare un altro break per portare il parziale sul 5-5. È allora il tie-break a fare la differenza, e la fa in favore dell'italiano che porta la finale al quinto set.
Un quinto set in cui però Zverev mette subito le cose in chiaro, trovando due break che gli permettono di andare sul 4-0 che valgono quasi come un'ipoteca sul titolo, poi ratificato dal 6-1 con cui fa calare il sipario sul quinto set e, di conseguenza, sull'intero torneo. La finale 2026 del Roland Garros va così agli archivi con il punteggio di 6-1 4-6 6-4 6-7 (5/7) 6-1.