Tennis

‘Abbiamo dato tutto quanto avevamo’. Ma non è bastato

A Bienne, Belinda Bencic e compagne si inchinano alla Repubblica Ceca e mancano l'accesso alla fase finale della Billie Jean King Cup

Lo sconforto del clan elvetico
(Keystone)
12 aprile 2026
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C‘è parecchio rammarico in casa svizzera per la mancata qualificazione alla fase finale della Billie Jean King Cup. A Bienne, infatti, non è bastata una straordinaria Belinda Bencic per venire a capo della Repubblica Ceca. Con la sangallese che però ci è andata vicinissima. «Non va bene», dice laconicamente sabato sera sotto le volte della Swiss Tennis Arena al termine del confronto che ha decretato la sconfitta delle elvetiche. Il suo sguardo è vuoto. La domanda riguardava il suo stato fisico, ma la risposta si adatta altrettanto bene al suo stato d'animo. La frustrazione è più che comprensibile. Bencic aveva faticato per otto ore, disputando due singolari e un doppio in due giorni, tutti su tre set, ma alla fine, nel secondo singolare, contro la numero 14 al mondo Linda Noskova, non è riuscita a sfruttare tre match point e ha perso 9-11 nel tie-break del terzo set.

Sui tre match point, Noskova ha servito due volte in modo eccellente, seguito da un vincente; una volta, sotto pressione, Bencic ha sbagliato un difficile passante di diritto. Non deve rimproverarsi nulla. Alla fine, le ceche si sono guadagnate l'accesso al torneo finale delle otto migliori squadre grazie alla loro maggiore profondità. Noskova e, nel singolo conclusivo, anche Marie Bouzkova (24), che ha vinto un altro duello serrato contro Viktorija Golubic (79), erano fresche, mentre Bencic e Golubic avevano già nelle gambe un doppio estenuante.

‘Alla fine è mancato un punto’

«Questo ha sicuramente influito – analizza il capitano Heinz Günthardt –. In questo formato, con il doppio prima degli ultimi due singolari, le squadre più complete hanno un vantaggio». Nella squadra svizzera il divario è maggiore rispetto a quella ceca, con sette giocatrici nella Top 50 (solo gli Stati Uniti possono vantare una presenza più folta). La Svizzera ha Bencic, undicesima nella classifica mondiale, seguita da Golubic. L'assenza di Simona Waltert (92) non ha avuto quasi alcun peso. Anche con lei, Günthardt avrebbe probabilmente puntato sulla coppia Bencic/Golubic.

«Ho ritenuto che non potessimo permetterci di non schierare le migliori nel doppio», spiega Günthardt. Bencic/Golubic hanno poi vinto proprio quella partita. «E alla fine è mancato un solo punto». Le svizzere superano regolarmente sé stesse nella Billie Jean King Cup (ex Fed Cup). Nel 2021 erano arrivate in finale a Praga, perdendo di un soffio contro la Russia; un anno dopo avevno conquistato il trofeo a Glasgow battendo l’Australia in finale.

Il motivo di questa spinta in più va ricercata nel forte spirito di squadra – e Belinda Bencic. Non solo per le sue vittorie (19-7 in singolo, 8-2 in doppio). «È lei a trascinare incredibilmente questa squadra, e lo fa già da anni», afferma entusiasta Günthardt. «L'atmosfera nella squadra è completamente diversa quando c’è lei». Tutti entrano in campo in modo diverso, l'allenamento è diverso. «Non si può descrivere a parole quanto lei sia importante per la squadra».

Quanto questa squadra significhi per lei, Bencic lo ha dimostrato anche nell'ultimo singolare, quando si aggirava come una leonessa a bordo campo e incitava incessantemente Viktorija Golubic. Nonostante la delusione per la propria sconfitta pochi minuti prima, la 29enne della Svizzera orientale ha trovato ancora una volta l'energia per dare il massimo. Alla fine non è bastato: la zurighese è riuscita nell'impresa contro la Bouzkova, classificata oltre 50 posizioni più in alto, che già nella sconfitta di venerdì contro la Bencic aveva convinto.

Orgoglio e un rapporto di amore-odio

«Abbiamo dato tutto quello che avevamo – afferma convinta Bencic –. L'impegno che abbiamo profuso, tra singolare e doppio, è il massimo che si possa fare. Credo che siamo super orgogliose di noi stesse». Forse in futuro ci saranno di nuovo più opzioni per Günthardt. Rebeka Masarova (123), vincitrice del torneo juniores dell'Open di Francia del 2016, che nel frattempo ha difeso i colori della Spagna, ha fatto parte per la prima volta della squadra svizzera e, a detta di Günthardt, si è integrata «in modo eccellente».

Il prossimo impegno delle svizzere non sarà più a metà settembre nel torneo finale, ma due mesi dopo nei playoff contro la retrocessione. Il tennis può essere davvero crudele. O, come dice Viktorija Golubic: «È un rapporto di amore-odio».

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