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Quattro ore e dieci di spettacolo in notturna in mezzo al pubblico, grazie all'autorizzazione arrivata in extremis dall'Eliseo (Keystone)
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11.06.2021 - 23:37
Aggiornamento: 23:59

Parigi val bene due maratone. La finale è Djokovic-Tsitsipas

Il greco respinge l'assalto di Zverev e per la prima volta in carriera arriva all'ultimo atto di uno Slam. E ora aspetta il numero uno al mondo

Due set veloci, di quaranta minuti il primo e di quarantadue il secondo, per un doppio 6-3 che sembra lanciare Stefanos Tsitsipas verso la finale 2021 sulla terra rossa del Roland Garros. Invece no. Alexander Zverev a quel punto non ha ancora detto la sua ultima parola. E dopo aver vinto la frazione numero tre, con il punteggio di 6-4, il gigante di Amburgo si ripete anche nella quarta, con il medesimo punteggio: così poco prima dello scadere delle tre ore di gioco arriva una primissima certezza, cioè che in questa semifinale sull'asse Germania-Grecia, tra uno Zverev che non dà mai l'impressione di scomporsi, e uno Tsitsipas che invece sembra più provato, almeno sul piano fisico, non tutto è così scontato come sembra. Infatti fra il numero cinque al mondo e il numero sei si dovrà andare al quinto set. Dove a Parigi non c'è il tiebreak, tra l'altro, costringendo così Rafael Nadal e Novak Djokovic, gli altri due semifinalisti, a dover pazientare ancora. 

La quinta frazione si apre con un Tsitsipas ancora più nervoso del solito, che va subito sotto 0-40 sul suo servizio. È a quel punto che il 22enne di Atene improvvisamente rinasce: prima 40-40, poi il vantaggio e infine il punto dell'1-0, con il pubblico parigino tutto votato alla sua causa. Dopo aver sprecato tre break point, però, Zverev non perde la testa, e pareggia subito il conto. Ma il suo avversario adesso è incontenibile, e gli basta la prima occasione, nel quarto game, per lanciare la volata: dall'1-1 al 4-1 in appena cinque minuti. Quel vantaggio Tsitsipas non lo molla più, chiudendo il suo pomeriggio su un altro 6-3, dopo oltre tre ore e mezza di sudore. Per quella che è la sua primissima finale nello Slam. 

Un braccio di ferro sulle montagne russe

Dove, domenica, il greco se la dovrà vedere con xxx, vincitore di xxx al termine di una maratona (com'era nelle previsioni, del resto) anche più sfiancante di quella che l'aveva preceduta. Al termine di una seconda semifinale che si apre con un Rafa Nadal in formato rullo compressore, tanto che allo scoccare della prima mezz'ora l'iberico è in vantaggio 5-0. Poi, però, scende in campo anche Novak Djokovic. Che abbellisce il punteggio della prima frazione (6-3 il finale), ribaltando completamente la situazione nella seconda, con il medesimo punteggio, allo scadere della seconda ora di gioco. Il terzo set, invece, si apre nella più incerta delle maniere, con i primi due game che durano un quarto d'ora e che si chiudono con una vittoria a testa, pur se l'iberico è costretto a salvare due palle break. E nel quinto game i break point da spazzare via diventano tre, con Nadal che riesce a difendersi nelle prime due occasioni, ma alla terza è costretto a cedere: 3-2 dopo due ore e trenta sul campo. Tuttavia, il mancino di Manacor non si dà per vinto: e nel gioco successivo, anche grazie all'involontario aiuto del nastro, si crea a sua volta due occasioni di controbreak, la seconda delle quali annullata da Djokovic al termine di uno scambio da togliere il fiato, col pubblico del Philippe Chatrier che balza in piedi. Tuttavia, sul 40-40, una nuova chance per il 3-3 comunque arriva, e stavolta Rafa la sfrutta. Set riaperto? Affatto: al gioco successivo Djokovic si porta in fretta sullo 0-40, e poi cancella il break mettendo in cascina il punto del 4-3, prima di difendersi con successo da un nuovo tentativo di rientro dell'avversario. Ma non finisce mica lì: infatti c'è ancora un quinto break, in un set che a quel punto supera la soglia dell'ora di gioco (da solo), con lo spagnolo che tra il tripudio dei suoi fan riporta tutto in parità: 5-5 dopo 2 ore e 59 di tennis. Fan che letteralmente vanno in visibilio quando, sul 6-5 in suo favore, Nadal ha l'opportunità di chiudere il set. Nole però si difende, rinviando la decisione al tiebreak, dove grazie a un ace confeziona due set point, sfruttando subito il primo, all'alba delle 22.40. In altre parole, la seconda frazione dura oltre un’ora e mezza…

Mentre la terza, con gli spalti ancora zeppi di pubblico, dopo un’autorizzazione speciale arrivata dall’Eliseo, si apre con un’altra sorpresa: il break d’entrata di Rafa Nadal, con Novak Djokovic che si trova immediatamente costretto a rincorrere. Il 2-0 subito in avvio sembra essere l'inizio di un'altra partita. Invece no. Quello dello spagnolo è il canto del cigno, e il numero uno al mondo se ne accorge ben presto: in vantaggio 2-0, il re di Parigi sparisce letteralmente di scena, consegnando il palcoscenico al numero uno al mondo, che vince sei game di fila per chiudere il set (il più veloce dei quattro) sul 6-2, in appena trentasette minuti di gioco. Mentre Nadal è costretto alla resa contro il campione serbo, come accadde già nel 2016.

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