Tennis
01.04.2019 - 06:000

'Molto meglio di così non posso più fare'

Nulla può Isner, e prima di lui tutti gli altri: per Federer 101° titolo e primato nell'Atp Race. Con una (quasi) promessa: 'Spero di rivedervi tra un anno'

È raggiante, Roger Federer, mentre il Centrale di Miami è tutto intento a santificarlo. Una scena che nella sua strabiliante carriera il Maestro ha già vissuto più volte. Centoun volte, per la precisione. Questa, però, ha comunque un sapore speciale, per il numero 5 del pianeta tennis. «La prima volta che sono venuto qui era il 1999», dice con soddisfazione. Lasciando intendere che se ci è nuovamente tornato vent’anni dopo e ha vinto, un motivo ci sarà pure.

E qual è, quel motivo? Che Federer per Isner è semplicemente troppo forte. Figuriamoci, poi, quando il bomber di Greensboro deve stare in campo con un piede che non gli dà pace. Lui che, anche quando è in piena forma, si muove già poco di suo. «Certo, ho approfittato del suo infortunio sul finire della partita – racconta il 37enne basilese, che da quando è entrato nel Gotha del tennis è riuscito a vincere ben 101 delle 154 finali a cui ha preso parte –. E mi sono accorto che non riusciva più a muoversi bene, ma io dovevo continuare a farlo lavorare». Piede o no, ‘Long John’ di argomenti per mettere perlomeno a disagio il suo avversario in quella finale non sembra proprio averne. Mentre Federer, invece, prende l’intonazione in avvio e poi gliela canta per un’ora e tre minuti. Fino a quando, sul 6-1 6-4, per il povero Isner arriva il momento della resa. O della liberazione. «Diciamo che ho avuto un avvio da sogno, e la cosa mi ha permesso di giocare in maniera più rilassata» racconta Federer, che diventa il primo uomo ad aver vinto due tornei dall’inizio della nuova stagione. Un primato che gli permette di balzare in testa alla ‘Atp Race’, con 2’280 punti contro i 2’225 di Djokovic. «Molto meglio di così non posso più giocare», ammette. Intanto, però, Federer si gode un meritato tributo pure nell’asettico Hard Rock Stadium, impianto che all’inizio non sembrava entusiasmare né il basilese né Novak Djokovic, che l’avevano giudicato un po’ lento. Adesso invece – e ci mancherebbe – Federer non vede l’ora di tornare. «Spero che ci vedremo nuovamente fra un anno», annuncia al pubblico sugli spalti. Infatti suona come una promessa.

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