L’antipasto dei Mondiali del 2027 si terrà in un clima dimesso. Didier Défago: ‘Dev’essere un segnale forte per tutta la Svizzera, ma non solo’

Fino a qualche settimana fa, nell’immaginario collettivo, il comprensorio di Crans-Montana era teatro delle grandissime imprese di sciatori e sciatrici rossocrociati. Ben otto (su dieci) le medaglie d’oro iridate conquistate nel 1987 da Pirmin Zurbriggen, Maria Walliser e compagnia. Ora è invece la tragedia del Constellation a «segnare la storia della stazione», ha puntualizzato Didier Défago, direttore generale dei Mondiali del 2027. E, dunque, l’appuntamento di Coppa del Mondo di questo weekend si terrà in un clima dimesso. Le inserzioni pubblicitarie che solitamente circondano la pista lasceranno spazio a nastri di colore nero e messaggio di cordoglio. “I nostri pensieri sono con voi”, si legge in francese, tedesco, italiano e inglese. Pure la casetta in partenza, l’arco posto in zona parterre nonché i pettorali di atleti e atlete saranno a lutto.
Questo appuntamento «dev’essere un segnale forte per tutta la Svizzera, ma non solo. È necessario mostrare rispetto e dignità per questi giovani che hanno perso la vita o ancora lottano in ospedale, come pure dimostrare che lo sport unisce», ha continuato il 45enne in riferimento alle polemiche montate nelle scorse ore, secondo cui queste competizioni non avrebbero dovuto avere luogo a nemmeno un mese dal rogo. «Siamo a pochissimi giorni dai Giochi olimpici, dunque ognuno cercherà di ottenere l’ultima dose utile di fiducia. Penso che saranno proprio atleti e atlete a dare il tono dell’atmosfera». La rossocrociata Malorie Blanc ha infatti dichiarato che «le persone del posto mi hanno riferito che faremo del bene in un momento così difficile. Sarà qualcosa di speciale».
Nel frattempo la seconda prova cronometrata in vista della libera femminile in programma domani è stata cancellata. L’intensa nevicata caduta la scorsa notte, infatti, non ha permesso di ripulire (e preparare) la pista in modo impeccabile garantendo la sicurezza. «La decisione presa è stata corretta», ha evidenziato Défago mentre i raggi del sole non riuscivano a farsi strada fra le nuvole. «Il tracciato è in buono stato, c’è ancora un po’ di lavoro da fare, ma sono fiducioso». E ciò nonostante le previsioni meteo non siano più incoraggianti domani, quando sul Mont Lachaux dovrebbe appunto tenersi la sesta libera stagionale.
Qualora fosse il caso, verrà tuttavia disputata senza la parte alta visto lo start abbassato – a causa delle raffiche di vento – nella prova di mercoledì, in cui Nina Ortlieb aveva firmato il miglior crono. Si tratterà quindi di una discesa sprint, meno di 75 secondi di percorrenza. L’evento di questo fine settimana rappresenterà comunque un banco di prova importante a circa un anno dalla rassegna iridata, dove «dovremo essere operativi per due settimane. Non quattro giorni», ha concluso il 45enne, che deve ancora definire con i suoi collaboratori l’esatto numero di volontari da mobilitare durante i Mondiali.