SCI ALPINO

È doppietta ‘norge’ sulla Planai, niente bis di Loïc Meillard

Henrik Kristoffersen, in lacrime, centra il poker in slalom e si candida di prepotenza in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina

(Keystone)
28 gennaio 2026
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E fanno cinque, come mai nessuno in precedenza: un altro campionissimo, ma del passato, Benjamin Raich, si era fermato a quattro. Henrik Kristoffersen ha invece calato il poker fra i paletti stretti della Planai di Schladming. E l’atleta scandinavo non è riuscito a trattenere lacrime di commozione. Un fuoriclasse che rinasce nella sua notte, quella dell’hurrà numero uno in Coppa del Mondo dodici anni fa e che aveva conquistato per la quarta volta nell’ormai lontano 2020. Un’eternità. Non stupisce dunque quel ‘this is my house’ pronunciato a favor di telecamera, che ben testimonia l’importanza di questo successo a pochi giorni dalle Olimpiadi. Ancora senza vittorie in stagione, Kristoffersen ha messo in cassaforte il 34esimo centro nel massimo circuito (ben 101 podi!) precedendo il connazionale Atle Lie Mcgrath di 34 centesimi. A completare il podio è stato Clément Noël, che ha recuperato cinque posizioni realizzando il miglior crono di una seconda manche che ha mietuto parecchie vittime illustri.

La serata è stata invece avara di soddisfazioni per la Svizzera. Niente bis di Loïc Meillard, insomma, sulla Planai. Fresco di successo fra le porte larghe, e terzo a metà gara (a quasi mezzo secondo dal capofila), il 29enne ha commesso un errore appena superato il primo intermedio non riuscendo più a recuperare la traiettoria e abbandonando il percorso. È la terza volta in stagione fra i paletti stretti che non racimola punti, vedendo così molto probabilmente sfumare il sogno della coppetta di specialità. Ora dista infatti 140 punti dal nuovo pettorale rosso, il già citato McGrath, quando mancano solo due slalom alla fine dell’inverno. Il migliore dei rossocrociati è dunque stato Tanguy Nef: settimo domenica sul Ganslern di Kitzbühel, il romando ha confermato la sua costanza di rendimento piazzandosi nono e chiudendo in questo modo per la sesta volta dell’inverno fra i primi dieci. Un’imprecisione nel piatto è costata un piazzamento di maggior blasone. E, magari, pure il podio numero uno nel circuito maggiore.

Dal canto suo Daniel Yule, domenica capace di assicurarsi l’ultimo dei quattro posti disponibili per le Olimpiadi di Bormio, si è dovuto accontentare del 17esimo posto. Tre anni fa inchinatosi solo a Noël, per la terza volta in stagione Ramon Zenhäusern ha invece conquistato punti recuperando molte posizioni. Il 33enne ha chiuso 20esimo, seppur non abbia mai veramente trovato il ritmo nella seconda manche. Nonostante il decimo rango in Val d’Isère, e il sesto a Wengen, Matthias Iten non è riuscito a superare il traguardo di una ‘night race’ differente rispetto a quanto ammirato in gigante. Non è stato l’innalzamento delle temperature ad ‘ammorbidire’ il ghiaccio e favorire un maggior grip, ma il deterioramento repentino della Planai a condizionare in modo rilevante la prova. Questo, ricordiamo, era l’ultimo slalom prima delle Olimpiadi di Milano-Cortina.