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11.01.2022 - 10:01
Aggiornamento: 15:16

Feuz a Wengen tra elicotteri, trenini e un record da battere

Vincendo una delle due discese del Lauberhorn il campione bernese, la cui compagna partorirà a breve, staccherebbe Klammer a quota 4 vittorie in carriera

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Wengen, un luogo speciale per Beat Feuz. È infatti sul pendio dell’Oberland bernese – posto a poco più di un’ora da casa sua (Schangnau) e dove da domani fa tappa la Coppa del mondo maschile, con due allenamenti di discesa e poi da giovedì nell’ordine un superG (il recupero di quello annullato prima a Lake Louise e poi a Bormio), due libere e uno slalom – che il 34enne si è imposto più volte in carriera: dei suoi 15 successi in Cdm, ben tre sono infatti arrivati nella mitica discesa del Lauberhorn, nel 2012, 2018 e 2020, con quella di due anni or sono che è rimasta l’ultima edizione disputata visto che l’anno scorso la prova era stata annullata a causa della pandemia di coronavirus.

Come dire che il campione del mondo della disciplina regina a St. Moritz 2017 arriva a Wengen da detentore del titolo, ma anche da una delle rare uscite di pista della sua carriera in discesa, lo scorso 28 dicembre a Bormio.

«Ma quella caduta l’ho digerita molto velocemente – assicura Feuz –. Anche perché è stata talmente strana e di poco conto, che non me la sono nemmeno presa. Quello che è funzionato innumerevoli altre volte, in quell’occasione non è andato bene: quando lo sci mi è scappato avrei voluto riprenderlo, ma a quel punto ero già finito con il sedere sulla neve e non c’è stato più niente da fare. Ma proprio perché mi capita così raramente, è stato strano».

Un’eliminazione (seguita il giorno dopo da un buon quinto posto in superG) che ha pure messo fine all’incredibile serie da record del bernese di 36 discese consecutive chiuse nella top-10... «Quattro o cinque anni fa non avrei mai immaginato di poter trovare una simile costanza di rendimento, questo a causa dei miei infortuni al ginocchio. Ancora adesso stento a credere di essere l’unico a esserci riuscito. In ogni caso il fatto che ora la serie si sia interrotta, potrebbe anche essere positivo dal momento in cui non ho più la pressione del record migliorare, anche se devo ammettere che non mi è mai pesato più di tanto. D’altronde, sarebbe stato un po’ presuntuoso da parte mia credere che non sarei più caduto fino al termine della mia carriera ed ero consapevole di essere stato anche fortunato in diverse gare».

Quell’elicottero pronto per portarlo dalla moglie incinta

Una nuova serie Feuz potrebbe aprirla già a Wengen, andando a caccia della seconda vittoria consecutiva sul Lauberhorn. Le incognite in questo caso però non sono legate solo all’aspetto sportivo, con la compagna Katrin (Triendl, ex slalomista austriaca) in attesa del loro secondo figlio... «Dovrebbe nascere a fine mese, per cui per Wengen dovrebbe funzionare. In ogni caso lascio il telefono acceso giorno e notte e se Katrin, che sta bene, dovesse chiamarmi per dirmi che sta andando all’ospedale per partorire, gara o non gara salterei immediatamente sull’elicottero per volare il più veloce possibile da lei. È già tutto organizzato».

Come detto sul Lauberhorn gli atleti saranno chiamati a disputare ben due discese nel giro di 24 ore (esattamente come la settimana seguente a Kitzbühel, dove non ci sarà però il superG il giovedì)... «Devo ammettere che fisicamente ho fatto un po’ fatica il mese scorso in Val Gardena e a Bormio, ma durante le feste mi sono rigenerato e sono reduce da un campo d’allenamento che mi ha fatto molto bene».

‘Nel 2010 ero talmente lontano dalla linea ideale che avrei potuto prendere il trenino’

A proposito di serie, sono ormai 15 le gare di Cdm disputate dal vincitore delle ultime quattro coppette di discesa a Wengen, dove dodici anni dopo il suo debutto del 15 gennaio 2010 (12esimo in supercombinata e 42esimo il giorno seguente nella sua prima libera sulla mitica pista bernese, a oltre 6 secondi dal vincitore Carlo Janka) con un ulteriore successo diverrebbe il recordman di vittorie staccando l’austriaco Franz Klammer, come lui fermo a quota 3... «Ricordo ancora la mia prima discesa, la gara per me era praticamente già finita poco dopo la Minchkante, ero talmente lontano dalla linea ideale che avrei potuto prendere il trenino alla Wengernalp (fermata appunto della ferrovia a cremagliera che collega Lauterbrunnen e Grindelwald alla Piccola Scheidegg, ndr). Inoltre ero già morto fisicamente, ma nonostante ciò avevo tenuto duro per arrivare in fondo e classificarmi... tra gli ultimi cinque. Quanto al record, più che altro penso che ogni vittoria sia a suo modo speciale, tanto che quando ripenso ai miei tre successi, non so dire quale sia stato il più bello».

Quel che è certo è che di bello a Wengen c’è sempre l’entusiasmo del pubblico, con diverse migliaia di spettatori attesi (e invitati a tenere la mascherina anche all’aperto nonostante per le misure in vigore, il 3G, non sia obbligatorio) per le gare e pure per le famose cerimonie di premiazione che avvengono in paese davanti a una gran folla e che gli organizzatori sono intenzionati a mantenere... «Faccio un po’ fatica a immaginarmelo – conclude Feuz –. Perché vorrebbe dire raggruppare tantissime persone in uno spazio limitato, ma anche in ragione di tutti i test a cui ci sottoponiamo per poter sciare. Quest’anno, nessuna cerimonia di premiazione si è tenuta dopo una discesa e se davvero gli organizzatori dovessero confermare quelle di Wengen, non dovranno stupirsi se non tutti gli sciatori vi parteciperanno».

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