Ajoie
3
Lugano
4
2. tempo
(1-2 : 2-2)
Zugo
0
Bienne
0
2. tempo
(0-0 : 0-0)
Ginevra
2
Losanna
2
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(2-1 : 0-1)
Friborgo
1
Berna
1
2. tempo
(1-1 : 0-0)
Langnau
1
Lakers
1
2. tempo
(0-0 : 1-1)
Zurigo
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Davos
0
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(3-0 : 0-0)
Langenthal
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Olten
5
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(1-0 : 0-5)
Ticino Rockets
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GCK Lions
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(2-2 : 0-3)
Sierre
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Ostinato raffreddore o no, Lara assieme a Corinne Suter sarà tra le ragazze da battere (Keystone)
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02.12.2021 - 16:500
Aggiornamento : 17:20

Prima il vento, ora il caldo. Mentre Lara incrocia le dita

Di nuovo niente allenamenti in vista del debutto della stagione femminile della velocità, domani in Canada. Dove la ticinese farà i conti con la ‘grippe’

a cura de laRegione

Anche oggi niente da fare. Come era già successo ieri, le ragazze della velocità debbono nuovamente rinunciare a calzare gli sci, dopo che a causa delle condizioni meteorologiche inadatte gli organizzatori si sono visti costretti a cancellare anche il secondo allenamento in vista delle prime due libere di Coppa del mondo al femminile, domani e sabato sul pendio canadese di Lake Louise. Il motivo non sono però il freddo e le nevicate, bensì il problema opposto: nella stazione sciistica dell’Alberta, infatti, fa troppo caldo, e l’annullamento delle prove permetterà di preservare la pista, consentendo agli addetti di preparare nel modo migliore possibile il tracciato in vista delle due libere e il superG in cartellone nel weekend, gare che le ragazze del Circo bianco affronteranno così con nelle gambe un’unica discesa di prova. Quella di martedì, quando la più veloce era stata l’italiana Sofia Goggia, davanti alla slovena Ilka Stuhec e la nostra Joana Hälen. Allenamento in cui Lara Gut-Behrami era apparsa in notevole difficoltà, concedendo più di tre secondi in una discesa in cui la ticinese era rimasta praticamente senza fiato, a causa della ‘grippe’ che l’accompagna ormai da metà novembre, dalla prova di parallelo sulle nevi austriache di Lech, e le frequenti ricadute di quell’ostinato raffreddore in tutto il mese di novembre hanno permesso alla trentenne di Comano di allenarsi appena cinque volte.

Non è la miglior nazionale possibile, come tra gli uomini

Nonostante tutto, però, Lara – che ieri, unitamente a Noè Ponti e Ajla Del Ponte, è entrata ufficialmente a far parte dei finalisti dell’edizione 2021 degli Swiss Sports Awards: toccherà al televoto, domenica 12 dicembre, eleggere gli sportivi rossocrociati dell’anno – sarà una delle due capofila di una delegazione femminile che in Nordamerica, esattamente come quella al maschile, dovrà debuttare nella stagione della velocità senza poter schierare la miglior formazione possibile, siccome Michelle Gisin ha preferito tornare in Svizzera dopo lo slalom di Killington per preparare al meglio i superG in programma a St. Moritz l’11 e 12 dicembre, appuntamento confermato proprio oggi dopo che le autorità retiche hanno accordato agli organizzatori una deroga alle disposizioni relative alla quarantena per le ragazze che voleranno in Svizzera dal Canada.

Oltre a Lara Gut, l’altra freccia rossocrociata acuminata è quella di una Corinne Suter a sua volta molto costante nella passata stagione. Se la ticinese ha vinto quattro dei sei superG disputati, mancando in una sola occasione il posto sul podio, ciò che le ha permesso di vincere con agio la Coppa del mondo di specialità, prima di mettersi al collo le medaglie d’oro e di bronzo ai Mondiali di Cortina, in superG e discesa, Corinne Suter a febbraio si era laureata campionessa mondiale di discesa e vicecampionessa di superG, e nella sua disciplina prediletta, la libera, era salita altre quattro volte sul podio (tre, per contro, in superG). Tuttavia, la svittese arriva a Lake Louise con ancora nella mente la caduta di St. Moritz, due mesi fa, dove aveva riportato forti contusioni a entrambi i piatti tibiali che l’hanno costretta a cinque settimane di stop. La ripresa degli allenamenti è stata però senza conseguenze, tanto da poter lavorare senza riserve, svolgendo lo stesso programma delle colleghe, senza mai avvertire dolore. Pur se, come spiegato dall’allenatore rossocrociato della velocità Roland Platzer, «manca il riscontro a livello internazionale, circa il suo grado di preparazione, ma non mi faccio alcuna inquietudine, perché Corinne mi ha fatto una buona impressione».

Diverso, come detto, il discorso per Lara Gut. La quale dopo un avvio di stagione molto promettente, segnato dal secondo posto nel gigante di Sölden a fine ottobre, dove si è espressa allo stesso livello di Mikaela Shiffrin, con un ampio margine sulla concorrenza, anche nel gigante di Killington ben presto interrotto a causa delle cattive condizioni meteo aveva lasciato intendere di quale pasta sia fatta. L’incognita, però, appunto è legata alle condizioni di salute della ticinese, con quel fastidioso stato similinfluenzale con continue ricadute che ne condizionano gli allenamenti.

Quanto alle seconde scelte, lo staff tecnico rossocrociato ritiene Priska Nufer in grado di ambire al podio dopo i progressi mostrati in preparazione, mentre Joana Hählen ha superato i traumi della scorsa stagione segnata in modo negativo dalla caduta di Val d’Isère dopo la quale è rimasta ai margini. Quanto a Jasmine Flury, ha tratto giovamento dal cambio di materiale ricavandone una fonte di motivazione supplementare.

La valanga azzurra insidia le frecce rossocrociate

Non sarà però la concorrenza interna a insidiare la leadership di Lara e Corinne: le rivali più accreditate naturalmente le due elvetiche non le trovano in casa, bensì nella vicina Italia. La valanga azzurra di rosa vestita sarà guidata ancora una volta da Sofia Goggia, la detentrice della Coppa di cristallo della discesa nonostante la sua scorsa stagione si sia interrotta lo scorso gennaio dopo quattro vittorie filate. Particolarmente temibile, se parliamo di superG, con riferimento a Lara, è però Federica Brignone.

Tra le incognite di una stagione con qualche certezza e alcune variabili da verificare vi è poi la squadra austriaca, in cerca di rivincite dopo un’annata disastrosa senza alcun successo all’attivo (solo quattro podi). Troppo poco per campionesse del calibro di Tamara Tippler o Ramona Siebenhofer, punte di diamante di una selezione che lo scorso anno aveva in Nicole Schmidhofer una potenziale vincitrice, messa però fuori gioco dalla brutta caduta di Val d’Isère (grave infortunio al ginocchio), sulla cui presenza nelle prime gare stagionali ancora non vi è certezza.

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