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Russia 2018
22.06.2018 - 22:000
Aggiornamento 23.06.2018 - 17:06

Xhaka e Shaqiri fanno volare la Svizzera

Contro la Serbia la Svizzera va sotto, ma poi si scrolla di dosso la tensione e firma una grande rimonta. Ora gli ottavi sono davvero vicini

Cuore e grinta, nella vittoria della Svizzera. Elementi imprescindibili per una nazionale che contro la Serbia si è fatta sorprendere in avvio di partita proprio dall'aggressività dei serbi, a tal punto da farsi quasi travolgere, ma poi si è pian piano scrollata di dosso la tensione per una partita delicata non solo dal punto di vista sportivo e ha messo in scena una rimonta (forse non a caso grazie a due giocatori di origini kosovare come Xhaka e Shaqiri) davvero entusiasmante, che la porta a un passo dalla qualificazione agli ottavi di finale: mercoledì, contro la Costa Rica, basterà un punto (anche zero in caso di vittoria o pareggio del Brasile contro la Serbia).

La partita è iniziata subito con ritmi altissimi, imposti soprattutto dal pressing e dall'aggressività della Serbia. E dopo un tentativo dalla distanza alto non di troppo di Xhaka, è proprio un pallone recuperato al limite dell'area dai balcanici (palla persa tentando un assurdo dribbling da Zuber) che ha permesso a Tadic di pennellare al centro per la testa di Mitrovic, il quale superando nello stacco Schär non ha lasciato scampo a Sommer. La reazione dei rossocrociati inizialmente non è andata oltre a una conclusione mezza ciabattata di Dzemaili su buon servizio di Rodriguez (al 10'). Ma poi pian piano la Svizzera è cresciuta e al 30' lo stesso centrocampista del Bologna si è ritrovato, su bella imbucata di Zuber, davanti a Stojkovic, che ha però intercettato la sua conclusione. I primi 45 minuti si sono chiusi con due altri sussulti (di paura) per i tifosi elvetici, che hanno visto Tosic, dimenticato dalla difesa su calcio d'angolo, mancare l'impatto con il pallone del possibile 2-0 e Tadic sfiorare l'incrocio alla sinistra di Sommer con un gran tiro.

La ripresa si è aperta con l'ingresso in campo del ticinese Mario Gavranovic al posto di uno spento (eufemismo) Haris Seferovic ma soprattutto, al 52', con la gran botta di Granit Xhaka, che ha raccolto un pallone respinto da un difensore serbo su un tentativo di Shaqiri e l'ha spedito in fondo al sacco. Una rete che ha dato ulteriore fiducia alla Svizzera e ne ha tolta alla Serbia, che al 58' è stata salvata dall'incrocio dei pali sulla magia (sinistro a giro) di Shaqiri. La partita si è poi trascinata fino all'80' (unico brivido su cross di Kolarov al 68') e negli ultimi 10 minuti è uscita tutta la voglia di vincere degli uomini di Petkovic, che hanno solo sfiorato il gol partita all'84' con Gavranovic (bravo Stojkovic). Poco male, perché a pochi secondi dal 90' l'attaccante ticinese della Dinamo Zagabria si è inventato un lancio perfetto per il contropiede di Shaqiri, che ha resistito al ritorno di un difensore e depositato in rete il pallone della vittoria.

 

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