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Con la medaglia più brillante
11.02.2022 - 05:32
Aggiornamento: 17.02.2022 - 12:51

Lara Gut-Behrami campionessa olimpica di superG

Per la ticinese si tratta della sua prima medaglia d’oro alla rassegna a cinque cerchi. Splendida medaglia di bronzo per Michelle Gisin

Strepitosa Lara Gut-Behrami, dopo tanti trionfi in ogni ambito per la prima volta campionessa olimpica (a Sochi fu terza in discesa). La ticinese ha trionfato nel superG pochi giorni dopo il bronzo in gigante. Lara sul podio ha preceduto l’austriaca Mirijam Puchner e l’obvaldese Michelle Gisin, oro quattro anni or sono in super combinata. In ritardo, per contro, Corinne Suter, quarta elvetica, battuta anche da Jasmine Flury. Molto lontana dalle prime Mikaela Shiffrin, impegnata in Giochi per lei da dimenticare (eliminata in slalom e gigante).

‘Avevo il timore che mi mancasse un decimo’

Al traguardo, commossa fino alle lacrime, Lara Gut-Behrami ha ammesso di «realizzare a fatica quanto sta succedendo», rinviando a più tardi la completa presa di coscienza di quanto realizzato a Pechino. «Non è stata un’attesa semplice – ha poi detto riferendosi ai momenti trascorsi al traguardo guardando scendere le sue rivali –. Anche in passato ho vissuto momenti così e non ero del tutto convinta della mia prova, pur sapendo che era andata piuttosto bene. Ho avuto il timore che non bastasse, che mi mancasse un decimo. La neve è bella, ma il tracciato era sconosciuto. Non abbiamo nemmeno fatto le prove della libera, era dunque tutto da scoprire». Proprio quel decimo che la privò dell’oro a Sochi nel 2014. Di certo ero più nervosa all’arrivo che alla partenza».


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Con la medaglia più brillante

‘Non è una medaglia a dare valore alla mia carriera’

«A 16 o 17 anni – ha poi aggiunto – avrei firmato anche solo per avere un terzo della carriera che ho avuto. È stata una stagione complicata, e resta tale. Fatico a trovare la giusta continuità nella sciata, ne pago le conseguenze a livello mentale. Ci sono vicina, ma ancora non scio come vorrei. Forse mi manca ritmo, abitudine alle gare. Ho però imparato a gestirmi, grazie all’esperienza. So cosa mi è d’aiuto e ciò che invece mi costa in termini di energia. Quando resto lontana dalle piste, recupero e posso prepararmi al meglio. L’anno scorso, prima dei Mondiali ho passato una settimana a casa, a Genova. Anche stavolta ci sono rimasta qualche giorno. Gareggio da 15 anni, ormai, ma per avere sempre l’energia giusta ed essere pronti bisogna avere il giusto equilibrio. Se sono ancora in attività, è solo perché voglio ancora sciare, non per altre cose. Per le stagioni che mi restano prendo un giorno alla volta. Sovente, in passato, mi focalizzavo troppo sulla gara successiva, senza godermi appieno il successo del momento. Avevo l’impressione di dover sempre dimostrare qualcosa, che mancasse sempre un’ulteriore vittoria per certificare quanto avevo fatto. Oggi, per contro, mi limito a fare del mio meglio. Non è certo una medaglia d’oro a dare valore alla mia carriera».

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