Laureatosi campione sia in discesa che superG, il neocastellano deve inchinarsi al francese Arthur Bauchet in gigante

Dopo l'oro conquistato in discesa, quello in superG e la caduta in combinata, Robin Cuche stavolta ha dovuto ‘accontentarsi’ dell'argento in gigante (categoria in piedi) inchinandosi al francese Arthur Bauchet che ha dominato entrambe le manche. A completare il podio è stato il russo Aleksei Bugaev, attardato di 3”38 dal capofila. Già secondo questa mattina, il neocastellano ha saputo gestire perfettamente la pressione ma non è tuttavia riuscito a ‘impedire’ il bis a Bauchet, che aveva chiuso la prima manche con appena 29 centesimi di vantaggio. «Sono molto felice di questa medaglia. L’oro è stato più speciale, ma qui non ero uno dei favoriti».
Théo Gmür è invece rimasto ancora una volta senza medaglia, chiudendo decimo alle spalle anche del compagno di squadra Emerick Sierro. «Quando sei dietro a un 19enne, fa male», ha commentato. «Non erano miei Giochi». Nel 2018 a Pyeongchang, alla sua prima esperienza paralimpica, era salito tre volte sul podio... proprio come il sopracitato Cuche quest’anno. In quell’occasione aveva conquistato l’oro in discesa, superG e pure gigante. Dopo il bronzo colto in discesa sulle nevi di Pechino nel 2022, Gmür rincaserà dunque verosimilmente per la prima volta da una Paralimpiade senza medaglia. Fra i paletti stretti, prova in programma domenica, non è infatti fra i migliori tant'è che la sua partecipazione rimane in forse.
Mentre il vallesano ha dovuto venire a patti con la delusione, Pascal Christen ha sorriso. Nella categoria seduti ha infatti conquistato l’ottavo posto sinonimo di un diploma paralimpico. Il suo «obiettivo in questi Giochi. Sono molto contento di esserci riuscito», ha dichiarato. Il compagno di squadra Christophe Damas si è invece piazzato 13esimo.